Milik già sorridente: il messaggio di ringraziamento ai tifosi del Napoli

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L'infortunio al termine del match con la Spal alla fine s'è rivelato gravissimo per Milik, che sin dai primi momenti ne aveva intuito l'entità a differenza del resto dell'ambiente che invece era parso moderatamente ottimista. Infine, l'ipotesi maggiormente percorribile è quella di un cambio di modulo, un ritorno al passato, a quel 4-3-1-2 che Sarri provò all'inizio della sua esperienza al Napoli, ma che non fece bene. Non dobbiamo guardare gli altri, io penso al Napoli.

Di seguito tutte le dichiarazioni del calciatore belga. "Mi piace il mare, il caffè, tutto".

JUVE E LOTTA SCUDETTO "La Juventus è l'avversario da battere? Noi semplicemente non dobbiamo parlare troppo e lavorare". "Marek è un grande giocatore e noi abbiamo bisogno di lui". Naturalmente, oltre all'infortunio, c'è da tenere presente anche l'aspetto psicologico, perché per Milik questo è il secondo grave infortunio nel giro di un anno (era ottobre 2016 con la Nazionale polacca la scorsa volta), proprio quando ormai finalmente si poteva considerare alle spalle il primo, anche dal punto di vista del recupero della perfetta condizione fisica. Per quanto lamenti ritmi di lavoro eccessivi, Sarri è sembra essere percepito come uno degli allenatori meno votati al turnover tra le fila della Serie A. Eppure è lui stesso a smentire questo "luogo comune": "I luoghi comuni sono difficili da combattere". C'è un aspetto da non sottovalutare: questa squadra, pur protagonista di un gioco corale a tratti perfetto, non può prescindere da alcune individualità. Si possono fare paragoni con il gol ma non con i giocatori. Il paragone col gol di Maradona? Non bisogna pensare molto in quei momenti.

Non s'è fatta attendere la risposta della Spal attraverso le parole del direttore generale Andrea Gazzoli: "Abbiamo investito tanto nella manutenzione dello stadio e del terreno di gioco - ha spiegato il dirigente estense - Non sarà il migliore del mondo, ma di certo non è il peggiore come Sarri ha voluto far credere".