Milano, morto dopo il trapianto di un cuore malato. Lorenzin: "Verifiche immediate"

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Un cuore nuovo per tornare a vivere. Invece, dopo due giorni dal trapianto, la sua vita si è interrotta per sempre. L'uomo ha ricevuto la chiamata mentre si trovava in vacanza con i parenti. Ma la speranza di uomo di 60 anni, operato al San Camillo di Roma, è durata solo 48 ore. Immediata la denuncia dei famigliari, e poi il verdetto dell'autopsia: un clamoroso caso di malasanità. L'organo che doveva salvare una vita, apparteneva ad un 50.enne deceduto in piscina per un arresto cardiaco, proprio nel capoluogo lombardo.

"Si tratta di una notizia gravissima", commenta Lorenzin a 'Circo Massimo' su Radio Capital, ma anche "singolare per un sistema come quello italiano".

"Con il Centro nazionale trapianti - ha precisato la ministra - abbiamo procedure di massima sicurezza fra le migliori al mondo". Mi sembra uno di quegli errori tragici, ma anche inaccettabili. L'uomo, un 55enne romano, era cardiopatico e già da tempo in cura presso l'Ospedale San Camillo di Roma, ma il cuore malato è arrivato dall'Ospedale San Raffaele di Milano, considerato un'eccellenza tra le eccellenze della sanità lombarda. "Vedremo se ci sono state delle falle e agiremo di conseguenza". A quel punto, il cuore era stato trasportato in elicottero a Roma ed era stato trapiantato al sessantenne.