"Favorì il figlio del ministro": indagato il rettore dell'Università Suor Orsola

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Così il rettore dell'università napoletana, Lucio D'Alessandro, è finito nell'occhio del ciclone, nel pieno dello scandalo nazionale sulle cattedre universitarie, della Procura di Napoli che indaga al caso. Tredici anni fa, quando era prorettore, d'Alessandro avrebbe formato una commissione ad hoc per agevolare Francesco Zecchino, figlio di Ortensio, docente del Suor Orsola e ministro dell'Università e della Ricerca scientifica tra il 1998 e il 2001, all'epoca dei governi D'Alema e Amato (padre e figlio non sono indagati).

L'ipotesi d'accusa è concorso in abuso d'ufficio: avrebbe favorito il figlio dell'ex ministro Zecchino per un posto da ricercatore. E proprio in serata si è diffusa la notizia che poi riguarda anche l'Irpinia. Tra i vari candidati, il posto di ricercatore a Lettere andò al figlio del politico. La nuova commissione avrebbe "reiterato la svalutazione dei titoli" degli aspiranti docenti confermando ancora una volta Zecchino come vincitore. Con la "regia" del rettore, secondo l'accusa, "sarebbe stato nominato come commissario un docente ritenuto molto vicino proprio a Zecchino, per aver fondato assieme all'ex ministro un istituto di studi con sede ad Ariano Irpino".

"Ed è a questo punto - si legge da Il Mattino- che entrerebbe in gioco - come "concorrente morale" e come "regista" - il rettore D'Alessandro". Una sorta di conflitto di interessi, secondo la Procura, che rileva che i criteri di imparzialità e neutralità del giudizi sono tutt'altro che garantiti. Una studentessa, infatti, presentò un ricorso al Tar, che annullò la graduatoria del concorso, sottolineando: "Un'evidente svalutazione dei titoli accademici e della prova d'esame" ai danni dell'altra concorrente. Le indagini sono condotte dal pm Graziella Arlomede nel pool guidato dal procuratore aggiunto Alfonso D'Avino.