Cosa manca per fare il referendum in Catalogna

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Le manifestazioni di protesta degli ultimi giorni in Catalogna sono state pacifiche.(ANSA). "Non sarebbe una buona idea", ha detto Puidgemont.

Finora, dicono i giornali spagnoli, la polizia ha sequestrato 9,8 milioni di schede elettorali e ha bloccato l'invio delle lettere di convocazione dirette agli scrutatori dei più di 3mila seggi che avrebbero dovuto essere aperti per il referendum. Le perquisizioni, il sequestro di materiale relazionato con l'organizzazione del referendum e gli arresti di 14 funzionari, tra cui Josep Maria Jové, potente braccio destro del vicepresidente catalano Junqueras, hanno spinto migliaia di persone a scendere in piazza in difesa della madre patria Catalogna. I Mossos d'Esquadra rispondono solo a Barcellona.

In un'altra intervista, rilasciata sempre ieri a France Inter, il leader catalano ha ribadito che nonostante tutto "il referendum si farà" anche perché "c'è grande speranza nel popolo catalano e la gente è pronta a votare".

Si è cristallizzata nella mente degli indipendentisti, in molti hanno abbandonato il proprio posto di lavoro per andare a manifestare, l'immagine di un Governo spagnolo usurpatore dell'autonomia catalana, fedele riproduzione delle truppe franchiste in marcia su Barcellona durante la Guerra Civile. Di nuovo, non è chiaro cosa potrebbe succedere a questo punto, cioè cosa voteranno i membri dei partiti indipendentisti in Parlamento: per esempio il deputato Carles Campuzano del Partit Demòcrata Europeu Català (PDeCA), cioè uno dei partiti che formano la coalizione indipendentista al governo Junts pel Sí, ha scartato l'ipotesi di una dichiarazione unilaterale di indipendenza e ha chiesto invece l'inizio di negoziati con lo stato spagnolo. Tale possibilità però "al momento non è sul tavolo del Governo".