''Violenze'' in sala parto I racconti delle mamme

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Una recente ricerca ha analizzato l'incidenza di questo fenomeno negli ospedali italiani. Il 61% delle quali ha dichiarato di non aver dato il consenso informato.

Secondo una ricerca nazionale realizzata dalla Doxa per l'Osservatorio sulla violenza ostetrica in Italia, in collaborazione con La Goccia Magica e CiaoLapo Onlus, il 27% delle donne lamenterebbe scarsa attenzione da parte di medici e personale sanitario durante il parto.

Un milione di donne in Italia ha subito un'esperienza di violenza ostetrica durante il parto negli ultimi quattordici anni. Ben il 21% delle madri italiane - circa un milione - hanno subito una qualche forma di violenza ostetrica alla loro prima esperienza di maternità. "Un'esperienza così traumatica che avrebbe spinto il 6% delle donne, negli ultimi 14 anni, a scegliere di non affrontare una seconda gravidanza, provocando di fatto la mancata nascita di circa 20.000 bambini ogni anno nel nostro Paese".

Quattro donne su dieci dichiarano che l'assistenza al parto è stata lesiva della propria dignità e integrità psicofisica.

Non solo, a fronte di un 67% del campione che dichiara di aver ricevuto un'assistenza adeguata da parte di medici e operatori sanitari, 1.350.000 donne (il 27% delle intervistate) dichiarano di essersi sentite seguite solo in parte dall'equipe medica. Addirittura il 6% delle mamme ha affermato di aver vissuto il parto in solitudine e senza un'assistenza adeguata, cui sono seguite in molti casi, complicazioni ed esposizione a pericolo di vita.

Considerata una delle più gravi manifestazioni di violenza ostetrica, l'episiotomia è un intervento chirurgico portato a termine con lo scopo di allargare il canale di fuoriuscita del feto. "Dati che suggeriscono una riflessione, soprattutto sulla gestione del rapporto fra ginecologi e pazienti, ma che non devono dar luogo ad allarmismi controproducenti, che rischiano di minare la fiducia che le donne italiane ripongono nel proprio ginecologo e nelle strutture sanitarie che le accompagnano nelle delicate fasi del travaglio e del parto". "Rispetto alle lacerazioni naturali che spesso si verificano durante il parto, tale operazione necessita di tempi più lunghi per il recupero con rischi anche di infezioni ed emorragie". Altro tasto dolente quello della mancanza di riservatezza durante la permanenza in ospedale, denunciata dal 19% delle intervistate. E questo è successo anche per quanto riguarda la scelta di procedere con un cesareo.

Non solo l'episiotomia, sono molteplici i trattamenti invasivi e umilianti subiti dalle donne in sala parto, come ad esempio la costrizione a subire parti cesarei non necessari: "In Italia, il 32% delle partorienti ricorre al parto cesareo".

La ricerca condotta da Doxa, ma promossa dall'Osservatorio sulla violenza ostetrica in Italia, ha preso in esame un campione di 5 milioni di madri tra i 18 e i 54 anni.

Molte se ne vergognano e non lo raccontano a nessuno. Per questo lo scorso anno abbiamo promosso la campagna #bastatacere sui social media. Hanno aderito così tante donne, in così pochi giorni, che presto la campagna è diventata virale.

Sono così partite da Cagliari le attività di formazione e informazione rivolte agli operatori dei Punti nascita, ai ginecologi e alle ostetriche.