Pesce ed evasione fiscale: sequestro di beni a grossista e commercialista

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Caserta - Una più stretta collaborazione nelle indagini penali, un costante e veloce scambio di informazioni, ma anche più controlli preventivi e sanzioni più veloci: sono le misure di contrasto all'evasione fiscale previste dal protocollo di intesa siglato dal Procuratore della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere Maria Antonietta Troncone, dal Direttore Provinciale dell'Agenzia delle Entrate di Caserta, Pellegrino Eboli, e dal Comandante Provinciale della Guardia di Finanza di Caserta Andrea Mercatili.

Tre arresti e oltre 2 milioni di euro sequestrati dalle fiamme gialle di Urbino nell'ambito dell'operazione "Speedy Chinese 2" nei confronti di alcuni imprenditori di etnia cinese operanti nel settore tessile e dell'abbigliamento a Fossombrone e Senigallia.

È stata così accertata un'evasione di imposta per oltre 2.100.000 euro che ha consentito all'Autorità Giudiziaria requirente di avanzare e ottenere dal G.I.P. del Tribunale di Urbino l'emissione delle tre ordinanze di custodia cautelare in carcere e del provvedimento di sequestro preventivo finalizzato alla confisca dei beni, fino alla concorrenza del profitto del reato.

Sequestro che ha interessato risorse finanziarie, crediti societari, automezzi e macchinari aziendali.

Un imponibile per un valore complessivo di oltre 10 milioni di euro nascosto al fisco e oltre un milione di Iva evasa. In tutto, come già detto, le persone implicate nell'evasione fiscale sono cinque, e il sistema adottato ruotava attorno ad una società italiana fittizia intestata ad un prestanome, il cui compito era quello di acquistare i prodotti ittici in Grecia, e di accollarsi l'onere di versare l'Iva.