Terrorismo, Dalai Lama a Palermo: "Un vero musulmano non uccide"

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Si è concluso l'incontro con il Dalai Lama al Teatro Massimo di Palermo. Barbagallo e il Sindaco della Città Metropolitana Renato Accorinti. Tema centrale era l'educazione.

Portate rigidamente vegetariane quelle servite a Tenzin Gyatso, leader spirituale del Tibet e Premio Nobel per La Pace.

Il Dalai Lama ha poi fatto riferimento all'India, in cui "milioni di persone di religioni diverse convivono pacificamente".

Domenica 17, invece, al Teatro Vittorio Emanuele II di Messina, Sua Santità ha tenuto un altro ciclo di conferenze dal titolo: "Etica compassionevole e interdipendenza" e "L'attività educativa e l'addestramento della mente: la via più efficace per lo sviluppo delle coscienze".

"Il terrorismo è qualcosa che fa male agli altri e se fa male agli altri, non sei più buddista, non sei più musulmano".

A conclusione della mattina un public talk con il Dalai Lama organizzato dall'Istituto buddista e dalla Regione Toscana, con il saluto del governatore Enrico Rossi. E forse di questa semplicità ha bisogno oggi l'umano che è sommerso dal rumore costante delle informazioni e ha poche speranze di accedere ai messaggi, quelli che puntano dritto al cuore piuttosto che al cervello. "Il tema dell'ambiente è cruciale". "Siamo tutti nati da una madre, grazie all'affetto siamo cresciuti e proprio quello, l'affetto di una madre è il seme della Compassione".

Il concetto di gioia che essi hanno inteso veicolare non é apparente né superficiale, al contrario trattasi di quella gioia, fonte di autentica ispirazione, che ha avuto modo di incontrare innumerevoli avversità, ha conosciuto l'oppressione, la lotta e la sofferenza, riuscendo a resistere ad ogni grande e piccola tragedia, ad andare oltre la disperazione cupa e oppressiva, a prescindere da ogni infausto evento, da ogni "muro" considerato invalicabile.

Perché il dialogo, prima che tra istituzioni, è un dialogo tra uomini, è l'incontro tra persone che mettono in comune esperienze e sensibilità pur differenti tra loro. Quindi "rappresentano il potenziale di amore e di compassione che abbiamo".

Siamo grati per la sua testimonianza e guida religiosa! In tal senso, l'educazione secolare ha per il Dalai Lama un ruolo cruciale per il futuro delle nuove generazioni. Il mio impegno principale è la promozione dei valori umani. Questa prospettiva provoca irritazione che poi sfocia nella violenza.

Solo una impostazione culturale di questo tipo potrà cambiare nel concreto i comportamenti di tutti noi, chiamati sempre più dalla società contemporanea ad un contatto con il 'diverso', sia esso lo straniero, l'immigrato, il debole... La sua risata contagiosa, il suo buffo dondolio dei piedi durante le fasi di traduzione dei suoi interventi, gli abbracci e le strette di mano privi di vuoto formalismo, come la calorosa accoglienza a suon di kata (sciarpa bianca simbolo di buon auspicio, secondo l'usanza tibetana) riservata alle autorità sul palco, tracciano il profilo di un grande uomo, di un uomo tra gli uomini, che ha saputo preservare e coltivare con cura dentro di sé, il bambino che è stato. "Vengo da un viaggio molto lungo - ha esordito -. Negli occhi scintillanti di tutti i veri saggi, ho visto danzare verso il futuro i piedi leggeri dell'allegria". Lascia ora alla città di Messina e ai suoi cittadini, il compito di interiorizzare il suo messaggio e trasformarlo in buone pratiche.