Suu Kyi condanna violazioni diritti umani, ma non cita violenze

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Aung San Suu Kyi, leader de facto della Birmania, ha annunciato nel corso di un intervento trasmesso in televisione che il suo paese è pronto a garantire il rientro dei profughi Rohingya costretti a fuggire in Bangladesh.

James Gomez reagisce così al discorso odierno della leader birmana e Premio Nobel per la Pace Aung San Suu Kyi sulla crisi con i rohingya nello Stato di Rakhine. Le immagini, scattate dall'alto tre giorni fa, confermano la distruzione di decine di migliaia di abitazioni nei distretti di Maungdaw e Rathedaung, secondo diverse organizzazioni umanitarie completamente abbandonate dalla popolazione Rohingya nel giro di tre settimane.

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Sono almeno 214 i villaggi di Rohingya bruciati in Myanmar da fine agosto, secondo quanto denunciato martedì da Human Rights Watch.

Dal 1948, anno dell'indipendenza dal Regno Unito, nell'ex Birmania c'è sempre stata difficoltà nella convivenza tra le varie etnie che compongono il popolo birmano. Di fatto sono 300 mila gli appartenenti a quest'etnia che si sono rifugiati in Bangladesh.

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