Omicidio Noemi Durini, il fidanzato potrebbe aver avuto un complice. Domani l'autopsia

Regolare Commento Stampare

Nella notte tra venerdì e sabato tre bottiglie piene di benzina (che non sono esplose) sono state lanciate da ignoti contro l'abitazione del ragazzo.

L'accusa quindi sarebbe quella di omicidio aggravato dalla premeditazione, dai futili motivi e dalla crudeltà. I suoi difensori, gli avvocati Luigi Rella e Paolo Pepe, hanno presentato istanza al gip gip Ada Colluto, chiedendole di non convalidare il fermo disposto il 13 settembre dalla pm Anna Carbonara, dopo la confessione.

Pm: "Premeditò l'assassinio" - La ricostruzione dei pm smonta le tesi contrapposte dei genitori dei due fidanzati che negli scorsi giorni si sono scontrati in televisione proponendo due versioni dei fatti che non trovano alcun riscontro nelle indagini. Noi ci siamo opposti alla convalida del fermo perché non ci sono i presupposti, non c'è il pericolo di fuga. A chiamare i carabinieri sarebbero stati i genitori del ragazzo, che erano in casa, da quel momento l'edificio viene piantonato dai carabinieri notte e giorno.

Morte Noemi, molotov contro la casa del killer
Omicidio Noemi Durini, il fidanzato potrebbe aver avuto un complice. Domani l'autopsia

Non risponde al giudice e, secondo il suo avvocato, "è molto pentito" perché "si è trattato di un momento di ira".

La battaglia delle famiglie.

Queste parole hanno scatenato la furia del padre di Noemi, Umberto Durini, che si è recato a Montesardo, la frazione di Alessano in cui abita la famiglia del ragazzo. "Si è liberato mio figlio". "Meglio che ci sia stato un morto che tre", ha dichiarato la madre di L.M. alle telecamere di La Vita in Diretta. "Io voglio suo padre. avevano un odio per mia figlia indescrivibile", ha detto prima che i carabinieri intervenissero per evitare che i padri dei due fidanzatini venissero alle mani.