Noemi, due molotov contro la casa dei genitori del fidanzato

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A Montesardo, la frazione di Alessando a Lecce dove vivono i genitori del fidanzato della vittima, qualcuno ha scagliato tre molotov nella notte contro la casa di Lucio M., 16 anni e reo confesso dell'omicidio.

Il parroco ha voluto far sentire la sua voce dopo le due molotov lanciate contro la casa del presunto omicida: "Stiamo vivendo giorni terribili: la tragedia che ha colpito la nostra comunità e lo choc che ne è seguito ci chiama ad una prova dura e difficile".

Secondo la ricostruzione dei fatti riportata da 'La Repubblica', gli ordigni rudimentali non erano accesi e, quindi, non sono esplosi.

Intanto, ieri il ragazzo è stato ascoltato sal GIP nell'interrogatorio di convalida ma il minore si è avvalso della facoltà di non rispondere, pur mostrandosi "pentito".

I legali del ragazzo, Luigi Rella e Paolo Pepe, inoltre, hanno chiesto una perizia psichiatrica: da gennaio il 17enne era in cura per un disturbo di personalità schizoide tendente all'aggressività ma aveva smesso di assumere i farmaci, peggiorando le sue condizioni. Per il momento l'unico responsabile dell'omicidio viene considerato il fidanzato, indagato per omicidio premeditato, aggravato dai futili motivi e dalla crudeltà, mentre il padre è indagato solo per occultamento di cadavere. Per non aggravare ulteriormente la sua posizione, il 17enne ha scelto di rimanere in silenzio davanti al gip Ada Colluto.

La diffusione della notizia di tale strategia processuale (che se fosse accolta potrebbe incidere molto su una futura valutazione della pena) ha ulteriormente sollecitato la rabbia degli amici e conoscenti di Noemi e l'indignazione della famiglia.

Adesso la casa a Montesardo è costantemente piantonata dai carabinieri.