Prodi dice che lo stop allo ius soli è un calcolo sbagliato

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"Quindi quella scelta - trasparente il riferimento alle parole usate ieri da Delrio che ha definito il dietrofront del Senato sullo ius soli come "un atto di paura grave" - non è un atto di paura, ma di assoluto buon senso che serve a non far naufragare la possibilità di approvarla". "Portare in aula il testo senza la garanzia che venga posta la fiducia - sottolinea - significa ammazzare lo ius soli".

Se si esclude quella legittima di procedere alla non procrastinabile approvazione della legge di stabilità, è da ipotizzare forse il desiderio di intercettare il consenso dei cittadini che sono sensibili alle parole d'ordine della destra anti accoglienza e anti immigrati, che i sondaggi segnalano in crescita. Ai ministri che chiedono lodevolmente di accelerare, suggerisco di lavorare più rapidamente per sciogliere il nodo fiducia.

In quelle settimane Angelino Alfano leader del centro moderato, che pure finora ha sempre votato a favore, dichiarò "non opportuna" l'approvazione della legge perché gli italiani sono preoccupati per l'ondata di immigrazione che appariva inarrestabile.

Un desiderio del tutto irrealistico. Non dobbiamo farci dominare dalla paura - predica dalla tv dei vescovi il ministro emiliano - Non ci può venire nessun male nel riconoscere i diritti a questi ragazzi che sono già di fatto italiani: parlano il nostro dialetto, giocano con i nostri figli.

E' significativo che il ministro Graziano Del Rio, nel chiedere che il governo ponga la fiducia sulla legge, utilizzi anche lui il termine "paura", perché la decisione di non votare la legge sarebbe effetto di un'altra e complementare paura: quella di perdere le elezioni politiche del 2018. Ma all'interno del governo i malumori sono manifesti. E aprono una distanza col segretario dem, a cui Delrio è storicamente vicino, che ha detto: "Capisco l'amarezza di Graziano, che da sindaco di Reggio Emilia promosse la raccolta firme "L'Italia sono anch'io" per i diritti di cittadinanza, ma io sto con Gentiloni". L'aver progressivamente svuotato il patrimonio di idee che costituivano la sua identità non la esime suo malgrado dal vedersi intestate certe battaglie che sono state un tratto identitario della sua storia, dei principi fondanti della civiltà del diritto e della democrazia.