Omicidio Noemi, la confessione del fidanzatino

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Le condizioni in cui si trovava il corpo, in avanzato stato di trasformazione - ha subito il calore sotto le pietre, esposto anche alle piogge, dopo una permanenza di dieci giorni - non hanno permesso ad un esame superficiale di individuare ictu oculi con certezza le cause della morte. Non sono infatti emersi segni di fratture scheletriche, tanto meno al cranio. Per dissuaderla più volte, anche in passato, il giovane ha riferito agli investigatori di aver promesso a Noemi di portarla a Milano, una volta maggiorenne, dove avrebbero potuto vivere sereni. Invece di provare parole di rimorso, più che dovute, il padre del ragazzo continua ad inveire contro la vittima: "Cresciuta in strada".

Ma allora cosa è successo? Umberto Durini non accusa direttamente dell'omicidio il padre del ragazzo, ma neanche lo esclude. La ragazza di appena sedici anni sarebbe stata uccisa con un'inaudita violenza da parte del fidanzato, il quale ha dichiarato ai carabinieri di aver colpito la fidanzata con un coltello portato proprio dalla stessa per uccidere i suoi genitori.

Ieri, durante, Chi l'ha visto? è stato dato uno spettacolo terribile. Sulla questione è intervenuto il ministro della Giustizia Andrea Orlando che ha parlato di possibili "abnormità nella condotta dei magistrati", dopo che giovedì aveva inviato gli ispettori per accertamenti preliminari. Quello di Noemi Durini si è presentato davanti a casa dei genitori di Lucio, 17enne confesso del femminicidio della sedicenne. A condurre gli inquirenti sul luogo del delitto lo stesso carnefice della vittima, che all'uscita della stazione dei carabinieri di Specchia ha anche rischiato il linciaggio dalle persone appostate proprio lì e verso cui il ragazzo avrebbe addirittura fatto un segno di saluto in atteggiamento di sfida. La sedicenne pensava che si trattasse di un incontro breve. "Le avevo provate tutte per tenerli lontani lui e Noemi - racconta - lo avevo mandato persino dai parenti a Monza ma lei lo ritrovava sempre".

L'atto è stato notificato all'indagato in occasione della perquisizione nell'abitazione di famiglia a Montesardo, frazione di Alessano. Mentre il Comune di Specchia aveva previsto per Noemi l'affidamento ai servizi sociali: "Il Tribunale dei minori - spiega il primo cittadino, Rocco Pagliara alla tv locale - su denuncia della madre di lei, presentata a luglio, ci ha chiesto una relazione sociale".

Noemi Durini non è stata uccisa da un colpo di pietra alla testa.

Questo molto prima che scoppiasse il dramma.