Arrestati tre imprenditori per bancarotta fraudolenta: sequestrate Jaguar e Land Rover

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Bancarotta fraudolenta In base a quanto ricostruito dalle fiamme gialle, i tre figurano nelle compagini sociali di numerose imprese, molte delle quali non hanno mai presentato dichiarazioni fiscali. Secondo l'ipotesi della pm Roberta Panico e accolta dal giudice Anna Di Martino, Fracassi ha distratto 330 mila euro come socio e poi come liquidatore della sua azienda.

Si parla di una parte degli incassi, beni aziendali e pagamenti verso terzi. 27 della Costituzione, evidenziano come tale vizio, in effetti presentatosi nel caso di specie nella forma della manifesta illogicità, sia conseguenza di un approccio ermeneutico che non tiene conto di alcuni dei principi di diritto in materia di bancarotta fraudolenta pre-fallimentare - puntualmente richiamati nella sentenza - e ai quali invece è necessario conformarsi. In seguito al fallimento, Fracassi avrebbe voluto tentare di aprire un megastore in piazza Vittoria e infine è passato a un negozio in piazzetta Bruno Boni dove la nuova attività non è mai ripartita con successo. I due commercialisti erano già arrestati nel giugno 2011 e recentemente sono stati condannati in primo grado per condotte analoghe a quelle ora contestate.