Promessa in sposa per 15.000 euro ragazzino siciliano la salva via chat

Regolare Commento Stampare

Era il 2013, secondo quanto ricostruito dalla polizia, quando il padre promise la figlia in sposa a un connazionale residente in Francia, anche lui appartenente ad una famiglia di etnia rom. I genitori dello sposo vennero a Firenze per vedere la ragazzina, allora tredicenne.

Il responsabile, il padre di 49 anni, e' stato arrestato con l'accusa di riduzione in schiavitu'. A darne notizia Rai News. L'accordo, raggiunto con il padre del ragazzo circa quattro anni fa, prevedeva che la minorenne sarebbe dovuta andare in sposa al giovane connazionale, in cambio del pagamento di 15.000 euro. Quando gli agenti della squadra mobile si presentarono per una perquisizione nell'abitazione della ragazzina, nell'agosto del 2016, lei chiese e ottenne di essere portata via da casa e condotta in una struttura protetta.

E intanto escono rivoltanti retroscena nel 'contratto' per la vendita della ragazza: la giovane avrebbe dovuto mantenere la verginità, dimagrire per ritrovare la forma del primo incontro ed imparare a svolgere le faccende domestiche, pena la restituzione della somma versata. Da quel giorno lei, 13enne, iniziò a mangiare senza limiti.

La ragazzina stava sempre in casa e poteva uscire solo poche volte al mese per ritirare delle medicine per la madre. Ma, nonostante non le fosse permesso possedere denaro e le fosse stata tolta la scheda telefonica, la ragazzina è riuscita a chiedere aiuto a un coetaneo accedendo alla chat di un gioco per smartphone grazie a una connessione wi-fi. I suoi familiari volevano evitare che facesse come la sorella maggiore, riuscita a scampare a un matrimonio combinato facendo una 'fuga d'amore' col fidanzato. Nei mesi successivi, fino all'arresto, il padre ha cercato di rintracciarla, arrivando anche a chiamare più volte la segreteria dell'assessore all'accoglienza e all'integrazione del Comune di Firenze, minacciando di occupare gli uffici se non gli avessero restituito la figlia. La famiglia aveva gia' ricevuto 4.000 euro di acconto e a celebrazione fatta sarebbe stata saldato il rimanente, 11.000 euro.