Consip, capitano Ultimo: linciaggio da media funzionali alle lobby

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Musti riferirebbe che ad inizio di settembre 2016, riguardo l'indagine che stava portando avanti sul caso Consip, Scafarto avrebbe detto: "Scoppierà un casino, arriviamo a Renzi".

Il primo è già finito sotto accusa per aver inserito notizie non veritiere nell'informativa agli uffici di Roma e Napoli, come quella in cui l'affermazione "l'ultima volta che ho incontrato Renzi" (Tiziano, cioè il padre dell'ex premier) viene attribuita all'imprenditore Alfredo Romeo, mentre invece era dell'ex parlamentare Italo Bocchino, e riferita al figlio Matteo.

Sulla fuga di notizie relativa alle telefonate tra Renzi e Adinolfi contenute nell'indagine Cpl-Concordia, il procuratore Musti ha riferito fatti e espresso opinioni che suonano molto critiche nei confronti dei carabinieri del Noe, ma da cui si possono desumere perplessità anche sul comportamento dei colleghi napoletani.

Nel corso dell'incontro con la procuratrice, Scafarto e Ultimo erano "particolarmente spregiudicati, in preda a un delirio di onnipotenza", riferisce la dottoressa Musti. E chi volesse ipotizzare che quello fosse lo scopo dei falsi contestati a Scafarto (tra cui i presunti interessamenti dei servizi segreti controllati dal presidente del Consiglio dell'epoca, Matteo Renzi), ora avrebbe un motivo in più per sostenerlo.

Svolta nel caso Consip, legata all'inchiesta su Cpl Concordia. Lei può far esplodere la bomba. Il colonnello Ultimo, che nel 2013 era stato candidato da Fratelli d'Italia alla presidenza della Repubblica, a luglio di quest'anno è stato espulso dall'Aise con l'accusa di aver condotto indagini autonome, senza autorizzazione dei vertici e senza riferire, proprio sulla vicenda Consip.

Il capitano Ultimo si difende: "Mai fatto il nome di Renzi". Ma ieri il verbale dell'audizione di Musti e delle testimonianze rese dal procuratore aggiunto Nunzio Fragliasso e dal procuratore generale Luigi Riello, sono stati inviati alla Procura di Roma, che indaga su Scafarto per falso (ma anche su Woodcock per violazione di segreto) perché "meritevoli di un approfondimento". "Una cosa è il dibattito interno o esterno al PD, una cosa lo scontro tra partiti o gli attacchi a Renzi, ma questo è un fatto di una gravità istituzionale enorme, e azioni e parole di chiarezza e solidarietà dovrebbero arrivare da tutti, avversari compresi".