Agcom contro Tim, Wind Tre, Vodafone, Fastweb: "Multe per i 28 giorni"

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Il procedimento riguarda le fatture di telefonia fissa, le offerte convergenti (telefono/Internet fisso + mobile) e il rinnovo di offerte commerciali: a causa della cadenza ogni 4/8 settimane, i clienti sono infatti portati a pagare un canone "mensile" in più ogni anno.

Assotelecomunicazioni (Asstel), l'associazione di categoria dei grandi operatori, ha fatto immediatamente muro sostenendo che l'AGCOM non avrebbe l'autorità di disciplinare i rapporti contrattuali tra operatori e clienti. In sostanza, per applicare le tariffe a 28 giorni anziché a scadenza mensile.

Fatturazione a 28 giorni, la battaglia continua
AgCom, sanzioni in arrivo per gli operatori di telefonia

I Consumatori ovviamente sono sul piede di guerra.

Quanto al credito residuo, l'Authority ha deciso che gli utenti debbano conoscere gratuitamente il proprio credito con un sms o tramite una pagina web o app dedicate. Fra le righe il riferimento a Sky, che quest'estate ha annunciato il passaggio imminente alla fatturazione a 28 giorni diffondendo così la pratica nel mercato contiguo della pay tv. La manovra è stata subito messa in luce da chi ha fatto due conti: passando da una fatturazione mensile a una fatturazione a 28 giorni, nell'arco dell'anno si salda una fattura in più (13 invece di 12). Probabilmente, si tenterà di formulare la nuova norma ribadendo i caratteri di "essenzialità" e "universalità" della telefonia fissa, intesa come servizio pubblico garantito a tutti i cittadini e, dunque, materia in cui lo Stato si riserva di intervenire nella contrattazione privata tra somministratore e utente per garantirne il pieno godimento. Agcom aveva già da tempo criticato il meccanismo dei 28 giorni che avrebbe provocato "problemi in termini di trasparenza e comparabilità delle informazioni in merito ai prezzi vigenti, nonché di controllo dei consumi e della spesa, determinati anche dal venir meno di un parametro temporale certo e consolidato per la cadenza del rinnovo delle offerte e della fatturazione". "Solo nel 2016, è possibile riscontrare una riduzione rispetto al 2015 dell'indice dei prezzi delle telecomunicazioni di oltre il 5% - si legge nella nota - Secondo l'Osservatorio Agcom il confronto con gli altri paesi dell'Unione Europea evidenzia che in Italia, nel periodo marzo 2001 - marzo 2017, si è verificata una diminuzione dei prezzi nelle telecomunicazioni pari a -42,9 punti percentuali, significativamente più marcata della media UE che si è attestata a -19,3 punti percentuali". E come ci si deve muovere quando si ritiene di aver subito un torto?