Fabrizio Corona resta in carcere: "Siamo sotto shock"

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Nonostante proprio ieri siano stati spiegati i motivi della 'condanna light' di Fabrizio Corona, il giudice ha deciso che l'ex fotografo dei vip debba restare in carcere e nemmeno 24 ore dopo il suo avvocato Ivano Chiesa ha rivelato che Corona intende fare lo sciopero della fame in segno di protesta.

"Come sta Corona? Malissimo", ha aggiunto Chiesa. Il giudice, da quanto si è saputo, ha fatto riferimento nel suo provvedimento alla condanna di tre mesi fa per un reato fiscale e ai suoi comportamenti non consoni durante l'affidamento in prova che fece, prima di essere arrestato lo scorso ottobre.

Ospite di Mattino Cinque, Ivano Chiesa, legale di Corona, ha riportato la delusione riguardo la decisione del giudice che ha bocciato la possibilità di scontare la condanna ai domiciliari o in comunità. In quel periodo, hanno confermato i giudici, con "l'affiancamento della figura di Belen Rodriguez" l'ex agente fotografico ha "certamente moltiplicato" i "guadagni di quel triennio".

Ci sono "concreti elementi" che testimoniano la "attuale pericolosità sociale" di Fabrizio Corona che, quando era in affidamento in prova, ha commesso "plurime violazioni delle prescrizioni", come quando nel gennaio del 2016 è stato controllato in auto dalla polizia stradale di Trani mentre era "in compagnia di pregiudicati", scrive inoltre il giudice della Sorveglianza di Milano Beatrice Crosti nel provvedimento con cui ha respinto la "richiesta di applicazione dell'affidamento terapeutico in via provvisoria" in una comunità nel Bresciano, presentata dalla difesa dell'ex agente fotografico. I legali di Corona, però, hanno presentato una nuova istanza di affidamento e sulla decisione della Sorveglianza potrebbe incidere anche il fatto che i giudici del processo non lo hanno dichiarato delinquente professionale, come chiedeva la Direzione distrettuale antimafia nella richiesta di rinvio a giudizio. "Fabrizio è abbattuto e arrabbiato perché questo non se l'aspettava". Vengono ricostruite passo passo le testimonianze del processo tra cui quelle dei clienti di Corona, che lo pagavano per serate ed ospitate e che "dopo esitazioni e reticenze" in aula "hanno ammesso" di avergli dato soldi in nero.

Si è trattato, insomma, di una "semplice evasione fiscale". I giudici, infine, spiegano che del resto "sarebbe stato del tutto illogico affidare, con qualsiasi intento" soldi in contanti a Corona, sempre nell'occhio del ciclone per i "numerosi processi" e l'attenzione mediatica.