Istat: sale occupazione nel secondo trimestre 2017 ma solo a termine

Regolare Commento Stampare

Secondo i dati destagionalizzati, il numero di coloro che sono alla ricerca di lavoro cala dello 0,4 per cento e si attesta all'11,2, il livello più basso dal terzo trimestre 2012.

OCCUPATI - Nel secondo trimestre del 2017 l'occupazione presenta una nuova crescita congiunturale(+78mila, +0,3%) dovuta all'ulteriore aumento dei dipendenti (+149mila, +0,9%), in oltre otto casi su dieci a termine (+123mila, +4,8%). Continuano invece a calare gli indipendenti (-71 mila, -1,3%).

Aumento. Il tasso di occupazione cresce di 0,2 punti rispetto al trimestre precedente. I dati mensili più recenti (luglio 2017) mostrano, al netto della stagionalità, un aumento degli occupati (+0,3% rispetto a giugno, corrispondente a +59mila unità), che riguarda sia i dipendenti sia gli indipendenti. Rispetto al secondo trimestre del 2016, si stima una crescita di 153 mila occupati, oltre tre quarti dei quali a termine.

L'incremento in termini assoluti è più consistente per gli occupati a tempo pieno, e l'occupazione a tempo parziale aumenta soprattutto nella componente volontaria. A quota record, l'occupazione delle donne al 49,1%. Nei dati di luglio 2017 il tasso di disoccupazione sale di 0,2 punti congiuntamente al calo di 0,3 punti del tasso di inattività 15-64 anni.

Per quanto riguarda gli inattivi 15-64 anni (che non hanno lavoro e non lo cercano), l'Istat fa sapere che la situazione si è stabilizzata e in un anno sono diminuiti di 76 mila unità. Nel complesso continuano a diminure le transizioni da dipendente a termine a dipendente a tempo indeterminato (dal 24,3% al 16,5%).

Nel trimestre, il tasso di attività regionale, che misura il livello di partecipazione dell'intera popolazione al mercato del lavoro, è pari al 73,6%, dato più alto tra tutte le regioni italiane: la componente maschile è al 79,8%, mentre quella femminile ha un tasso pari al 67,4%, che rimane il più alto a livello nazionale.

Le ore lavorate pro capite sono cresciute dello 0,2%, mentre le ore di cassa integrazione (Cig) sono scese da 12,6 a 6,9 per mille ore lavorate. Le ore lavorate per dipendente aumentano dello 0,5% nell'industria e dello 0,4% nei servizi rispetto al trimestre precedente. In termini congiunturali si registra una diminuzione dello 0,1% delle retribuzioni e dello 0,5% degli oneri sociali e, quale loro sintesi, un calo dello 0,2% del costo del lavoro.