Gonzalo Higuain: "Se giochi bene e non vinci non serve a nulla"

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Ma giocare bene e non vincere non serve a niente. Io sono giovane e spero di avere ancora tanti anni davanti a me nel mondo del calcio. La mia filosofia per il calcio consiste nell'essere felice per quello che fai. "Per me e' il migliore di sempre, con un grande margine".

Eppure per il campione della Juventus ci sono anche altri valori più importanti del calcio, che anzi aiutano a star bene e ad ottenere risultati nello sport: "A livello umano vorrei essere un buon padre per mio figlio, quando ne avrò uno, e un uomo per bene. L'anno scorso ci siamo andati vicini, quest'anno ci riproveremo". Chi non vuole sentire la pressione non ama questo sport.

Gonzalo Higuain ha rilasciato un'intervista al 'Guardian' a poche ore da Barcellona-Juventus. La sua ultima cessione avviene il 26 luglio del 2016 quando passa alla Juventus mediante la firma di un contratto quinquennale per un costo di 90 milioni di euro che si configura come il trasferimento più costoso nella storia della serie A. La carriera di Higuain è significativa anche nella nazionale francese, nella quale viene convocato a soli 19 anni nel novembre del 2006. "Se sei un attaccante, devi segnare".

Se dovesse guardarsi indietro, Higuain non ha dubbi nell'indicare il brasiliano Ronaldo il suo idolo, mentre a livello di leadership il suo capitano, Buffon, è il re indiscusso. Una frecciatina indiretta, insomma, senza nemmeno tanta malizia, anche perché è assodato che anche ai tifosi piaccia il bel gioco, ma se alla lunga è fine a sé stesso e non porta trofei, rimane prettamente inutile. Devi sapere conviverci - sottolinea Higuain, ex Real Madrid e Napoli -. LaJuventus ha giocato due finali di Champions League in tre anni e questo è veramente difficile. Puoi vincere sette partite di fila, segnare in ogni partita, ma se non vai a segno per due volte stai facendo male. Sei in crisi. Il gol un'ossessione?