Fedeli, smartphone a scuola: le regole per poterlo usare

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Non importa che l'anno scolastico sia iniziato con alcuni distretti scoperti per centinaia e centinaia di cattedre, non importa nemmeno che gli insegnanti siano pagati poco (sia quelli che lavorano come i pazzi sia quelli del "minimo garantito"). Per questo, rassicura la Fedeli, a breve sarà insediata un'apposita commissione ministeriale per costituire le "linee guida" dell'utilizzo dello smartphone in aula. Il compito degli insegnanti sarà quello di guidare i ragazzi verso un corretto utilizzo dello strumento, evitando che gli alunni si distraggano o che possano utilizzarli per scopi che non c'entrano nulla con la didattica.

Ora abbiamo capito! Ora è chiaro perché i ragazzi usciti dalle medie non sanno dove sia Savona... Lo smartphone come strumento di apprendimento Secondo la Ministra, lo smartphone è "uno strumento che facilita l'apprendimento, una straordinaria opportunità che deve essere governata". La Ministra ricorda inoltre che lo smartphone che sarà autorizzato all'interno degli edifici scolastici non sarà lo stesso che i ragazzi utilizzano quotidianamente ma rappresenterà, a tutti gli effetti, un nuovo strumento didattico. E invece... La digitalizzazione della scuola si farà con lo smartphone in classe.

"Sulla questione vulnerabilità continuiamo ad andare avanti non solo a monitorare ma anche ad intervenire", ha detto la Fedeli, invitando la stampa a garantire un'informazione utile e trasparente, aggiungendo che "i fondi ci sono, ma bisogna fare le domande".

Infatti nella nostra scuola stia diventando un delitto anche costringere i ragazzi a rendersi conto che se si sbaglia e non si studia si viene bocciati e che non si può vivere di perenni amnistie, come tra l'altro fanno i "grandi".

Lo smartphone come parte integrante della vita dei giovani.