Malaria: cos'è e come si trasmette. SCHEDA

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Questo significa che non c'è mai passaggio diretto della malattia da persona a persona. Niente rischio malaria per l'Italia settentrionale, Piemonte, Lombardia, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Veneto ecc. dove non è segnalata la presenza di Anopheles labranchiae. Solo la zanzara del tipo anofele è in grado di trasmetterlo.

Zanzare, fastidiosissimi insetti che continuano ad essere un'incognita perfino nei Paesi ricchi di paludi come la Florida. La malattia è diffusa prevalentemente nell'Africa Sub-sahariana.

La diagnosi si basa su due approcci: clinico, basato sull'analisi dei sintomi, e di laboratorio, per la ricerca e identificazione del parassita responsabile, che può avvenire sia con saggi chimici sia con osservazioni al microscopio.

Il famoso chinino, che peraltro presenta parecchie controindicazioni, cura la malaria con lo stesso principio.

"Bisogna considerare però - ha rilevato la virologa - che le zanzare si evolvono e che alcune di esse non sono state ancora caratterizzate".

Una di queste è la somministrazione del sangue infetto.

Il contagio è possibile anche da trasfusioni di sangue infetto utilizzo di siringhe e strumenti infettati.

Infine c'è la cosiddetta "malaria da aeroporto": zanzare infette che provengono dai paesi epidemici possono infettare persone che provengono da altri paesi non soggetti normalmente all'epidemia.

Per il dottor Viganò questi dati dimostrano che il problema non sono i profughi che arrivano in Italia con i barconi: "Il nodo rappresenta la mancanza di attenzione verso la profilassi". Se pensi che ci sia stato dichiarato il falso e/o siano state commesse delle infrazioni legali, scrivici per poterti mettere in contatto direttamente con l'autore che si assume il 100% della responsabilità.

La piccola era stata ricoverata prima per diabete a Portogruaro e a Trento, poi era tornata in quest'ultimo ospedale, dove una prima volta le era stata diagnosticata una faringite e una seconda la malaria, fatale poco dopo il trasferimento a Brescia. Il vaccino ha richiesto più di 25 anni di sviluppo ed è stato reso possibile in parte grazie ai finanziamenti della Bill and Melinda Gates Foundation, l'organizzazione messa in piedi dal cofondatore di Microsoft insieme con la moglie.

Tornando al caso della bambina morta a Brescia, nei medici rimane il dubbio su come abbia contratto il plasmodio che l'ha uccisa. La specie di plasmodio predominante è risultata P. falciparum, con l'82% dei casi segnalati, seguita da P.vivax (12%), P.ovale (4%), P. malariae (2%); rare le infezioni miste (0,4%). Se risultasse il medesimo in tutti tre i casi, aumenterebbero sensibilmente le probabilità che a contagiare la piccolina sia stata una medesima zanzara che ha punto i vari pazienti.

Quindi potrebbe essere colpa del cambiamento climatico? E' chiaro dunque, che in tutti i casi di Malaria il sintomo focale è la febbre. Due inchieste sono state aperte a Brescia e a Trento per accertare le cause del decesso e per verificare se nei due ospedali sono stati rispettati i protocolli previsti per le cure pediatriche. Ad affermarlo è Raniero Guerra, direttore generale della prevenzione sanitaria del ministero della Salute, capo della task force che sta conducendo le indagini sulla morte per malaria della piccola Sofia Zago.

Cosi' come altri due componenti della stessa famiglia, il fratello maggiore e la madre, curati e guariti pero' in un altro reparto, quello di malattie infettive. D'altronde, la malaria, come nel resto d'Europa resta la malattia tropicale più frequentemente importata.