Messico, terremoto di magnitudo 8.2: c'e' il rischio tsunami

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Notizie del giorno - Una fortissima scossa di terremoto, magnitudo 8.1, ha colpito a costa occidentale del Messico, al confine del Guatemala ad una profondità di 33 chilometri. Si tratta della scossa "più forte e di maggior magnitudo degli ultimi cento anni", ha precisato il presidente. Onde alte un metro sono state registrate nella citta' di Salina Cruz dal Centro di allerta tsunami del Pacifico.

E' da poco passata la mezzanotte in Messico, quando un a forte scossa di terremoto ha fatto tremare tutta l'america centrale. Diramato l'allerta tsunami sulla costa occidentale di Messico, Ecuador, Nicaragua, Panama, Guatemala, Honduras, El Salvador e Costa Rica.

Il terremoto è stato avvertito anche a Città del Messico dove la gente si è riversata per strada e in alcuni quartieri è mancata l'elettricità. Nieto ha specificato che dieci delle vittime hanno perso la vita nello stato di Oaxaca.

La situazione più critica è nel municipio di Juchitan de Zaragoza, sulla costa di Oaxaca, mentre a Matias Romero un albergo è crollato e diversi suoi ospiti risultano dispersi fra le macerie. Nello Stato del Chiapas, che si affaccia sul Pacifico, le vittime sarebbero al momento due secondo quanto riportano i media messicani. Stanno facendo seguito numerose e forti scosse di assestamento, il Servicio Sismológico Nacional de México ha detto di averne già contate più di 60. La profondità è stimata in 72 chilometri, abbastanza da provocare effetti in superficie, come uno tsunami. La colonna, che è stata eretta nel 1910, era crollata durante il terremoto del 1957. In una breve dichiarazione a Televisa, il capo dello Stato ha invitato la popolazione a stare all'erta, in vista di possibile repliche nelle prossime 24 ore, e non ha escluso danni strutturali alle abitazioni ed edifici.

In un post su Twitter il presidente messicano Enrique Pena Nieto ha comunicato alla Nazione di aver "attivato il comitato nazionale di emergenza".

Il meccanismo che ha generato questo terremoto, ha osservato il sismologo Alessandro Amato, dell'Ingv, è legato alla placca oceanica che spinge sotto quella continentale americana.