'In pensione con un anno d'anticipo', la proposta per le mamme

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Stando a quanto riportato nel decreto, la rata di rimborso dell'anticipo pensionistico per andare in pensione prima con l'ape volontaria, dovrà tenere conto anche di altri eventuali piani di rimborso, come per mutui o finanziamenti, che il richiedente prestito sta sostenendo ed è stato stabilito che il costo complessivo massimo della quota mensile di Ape ottenibile non deve superare, sommato ad altri eventuali prestiti, il 30% dell'importo mensile della pensione finale.

Dopo il decreto attuativo dell'APe Social ora il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni ha firmato il decreto attuativo sull'APe Volontaria, come previsto dalla Riforma Pensioni contenuta nella Legge di Stabilità 2017.

Allo stato, si ricorda, tuttavia, mancano ancora le convenzioni con Abi e Ania relativamente al prestito erogato al pensionato e alla polizza che coprirà in caso di morte. Sul documento si è potuto leggere: "Le persone che hanno maturato i requisiti tra il 1 maggio del 2017 e l'entrata in vigore del presente decreto possono richiedere, entro 6 mesi dall'entrata in vigore del decreto, il pagamento di tutti gli arretrati maturati a decorrere dalla data di maturazione del requisito". In Parlamento si discute della possibilità di disinnescare questo meccanismo, ma l'intervento sarebbe costoso e metterebbe a rischio la tenuta del sistema previdenziale nel lungo termine. Con conseguenze, però, sui costi dello stesso, perché l'Ape è un prestito a garanzia pensionistica.

Il decreto riguarda l'Anticipo pensionistico (Ape) volontario, che - a differenza della versione "social", interamente a carico dello Stato - impone a chi vuole usufruirne di contrarre un prestito bancario assicurato della durata di 20 anni.

Per ottenere l'Ape l'interessato - o gli intermediari autorizzati, a cominciare dai patronati - dovranno presentare all'Inps domanda di certificazione del diritto e domanda di pensione di vecchiaia, da liquidare al raggiungimento dei requisiti di legge.

I requisiti per la richiesta I capisaldi dello strumento sono già stati previsti con la scorsa legge di Bilancio.Al momento della richiesta bisognerà avere almeno 63 anni di età, 3 anni e sette mesi di distanza massima dalla pensione di vecchiaia, 20 anni di contributi. In caso di decesso dell'interessato prima dell'intera restituzione del debito l'assicurazione versa alla banca il debito residuo.

In pratica potranno andare in pensione anche a 63 anni a patto che abbiano 20 anni di contributi. L'obiettivo è quello di raggiungere un Taeg del 3,2%. L'importo minimo sarà di 150 euro al mese, mentre l'importo massimo dipenderà dal periodo di anticipo richiesto: il 75% del trattamento pensionistico se superiore ai 36 mesi, l'80% se tra i 24 e i 36 mesi, l'85% se tra i 12 e i 24 mesi, il 90% se inferiore ai 12 mesi.

In questo modo le donne che potrebbero accedere all'Ape social quest'anno potrebbero diventare da 11 mila a 15 mila.

L'Ape volontaria è, più che una forma di pensione anticipata vera e propria, un prestito erogato dalle banche per l'uscita anticipata dal lavoro. E dal 2019, salvo provvedimenti che facciano scattare il blocco, l'età pensionabile dovrebbe salire a 67 anni.