Buoni pasto: cosa cambia per il pranzo del lavoratore

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Entra infatti in vigore il decreto del Ministero dello Sviluppo economico che stabilisce nuove regole per l'uso dei buoni pasto, utilizzabili fino a un massimo di otto per volta.

Domani 9 settembre entrerà in vigore il Decreto n.122/2017 che interviene sulla disciplina dei buoni pasto: quanti, dove e come possono essere utilizzati?

"Ci auguriamo - ha proseguito il presidente Agriturist - che questa decisione possa essere un'opportunità in più per i consumatori per acquistare prodotti genuini direttamente dagli agricoltori e per degustare i piatti della tradizione con i capolavori dell'agricoltura".

Le novità contenute nel decreto MISE da un lato estendono le possibilità di spesa ma dall'altro dispongono limiti chiari.

Secondo i dati forniti dal ministero, i buoni pasto sono usati da almeno 80mila aziende come "servizio sostitutivo di mensa" per almeno 2,5 milioni di lavoratori, la maggior parte dei quali impiegati nel settore privato. Questa è effettivamente una delle novità introdotte dalla legge: non possono più essere trasferiti, neanche al coniuge che va a fare la spesa per conto dell'intera famiglia.

Il buono pasto viene riconosciuto ai lavoratori, sia a tempo pieno che part-time, e anche se l'orario di lavoro non prevede una pausa pranzo.

Per il contenuto: Svolta per i ticket, spesa e ristorante con 8 buoni pasto, confcommercio.it, 8 Settembre 2017.

È vietato cedere i buoni pasto a un'altra persona e utilizzarli nelle giornate non lavorative. In particolare, i buoni pasto non sono cedibili neanche a parenti o amici (ma chi controlla?) né cumulabili oltre il limite di 8 buoni.

Per poter utilizzare il buono pasto questo dovrà, infatti, essere datato e sottoscritto dal titolare: sarà presente uno spazio riservato all'indicazione della firma del lavoratore titolare e per indicare la data di utilizzo.

Resta invariata la tassazione dei buoni pasto: quelli cartacei restano esenti dalle imposte fino al valore di 5,29 euro, importo che sale a 7 euro per i ticket in formato elettronico, sempre più incentivati in virtù della loro trasparenza e traccibilità.