Strage rapido 904. Processo d'appello da rifare: il giudice va in pensione

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Sarà necessario risentire tutti i testimoni ascoltati in primo grado, oltre alle nuove testimonianze di sei boss che era stato deciso di interrogare in appello.

Firenze, 4 set. (AdnKronos) - Il presidente della corte andra' in pensione nel prossimo mese di ottobre e cosi' il processo d'appello a Firenze per la strage del treno rapido 904, che vede il capo di Cosa Nostra Toto' Riina come unico imputato, dovra' ricominciare da capo. La corte, nell'udienza di oggi, ha infatti stabilito il rinvio a data da destinarsi per consentire il completo svolgimento della nuova istruttoria, che l'attuale collegio giudicante non avrebbe potuto portare avanti a causa dell'imminente pensionamento del giudice.

Il ministro della giustizia ha giustificato il fatto: "La necessità di rinnovare il dibattimento in caso di appello del pm contro una sentenza fondata su prove testimoniali discende da una consolidata giurisprudenza della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, ampiamente recepita dalla Corte di Cassazione già prima della modifica legislativa dello scorso luglio, che ha semplicemente adeguato la formulazione della norma".

"Per noi doccia fredda", ha detto Rosaria Manzo, presidente dell'Associazione strage treno 904.

L'attentato avvenne alle 19.08 del 23 dicembre 1984 all'interno della grande galleria dell'Appenino tosco-emiliano tra Vernio e San Benedetto Val di Sambro.

Ora, sbrigativamente, si potrebbe ricordare che in primo grado vi furono delle condanne (compresa quella di Pippo Calò, fedelissimo di Riina) ma che lo stesso Riina fu assolto: da qui il ricorso in Appello della pm Angela Pietroiusti. Come spiegato dalla corte, la riforma Orlando impone al giudice di disporre la riapertura completa dell'istruttoria nel caso di appello del pubblico ministero contro una sentenza di proscioglimento.

Prima della strage del Rapido 904, Cosa nostra non era mai ricorsa ad attentati terroristici che non fossero diretti a specifici obiettivi. Nei casi in cui il tribunale non è monocratico si può sostituire solo l'elemento della corte che va in pensione: "in questo modo il processo può continuare". L'Anm non ha criticato la scelta di abbassare l'età pensionabile, ma ha chiesto di operare questa scelta con gradualità. "I responsabili non sono stati ancora assicurati alla giustizia".