Egitto e Regeni, tutte le bislacche tesi del Movimento 5 Stelle

Regolare Commento Stampare

Il primo punto su cui si attendono risposte sarà la decisione annunciata alla vigilia di Ferragosto del ritorno dell'Ambasciatore Italiano in Egitto, una decisione che pone fine a una crisi diplomatica apertasi nell'aprile dello scorso anno quando, a fronte della non collaborazione degli inquirenti egiziani sul caso del giovane di Fiumicello, il nostro governo decise di far rientrare l'allora ambasciatore Maurizio Massari.

Ieri, a 19 mesi dal ritrovamento del corpo straziato del 28enne di Fiumicello, Don Pierluigi di Piazza del Centro Balducci di Zugliano e Don Luigi Fontanot, parroco di Fiumicello, hanno lanciato un appello per continuare a chiedere verità e giustizia per Giulio nel corso di una messa cui hanno partecipato anche i genitori di Giulio. Una verità vera e non di comodo. Gli oratori che si sono susseguiti, chi pro e chi contro il governo, hanno spesso inserito elementi strumentali a disegni politici che poco o nulla avevano a che vedere con l'argomento dell'incontro.

PASSI AVANTI NELLA COLLABORAZIONE - Nella sua informativa Alfano ripercorre i fatti che hanno portato prima a uno stop delle relazioni con il Paese di Al-Sisi e poi alla lenta ricucitura. "La 'patria della democrazia' dovrebbe essere richiamata" perché si tratta di una "grave lesione dell'attività giudiziaria". Questo Insieme alla vergognosa decisione di rimandare il nostro ambasciatore al Cairo dimostra quanto il Governo italiano abbia a cuore la ricerca della verità, conclude Palazzotto.

Invece, molto altro andrebbe ancora fatto dal governo italiano in favore della verità. A Giulio sarà intitolato anche l'auditorium dell'Istituto italiano di cultura al Cairo. "Si deve vergognare lei di un intervento cialtronesco che strumentalizza la memoria di Regeni solamente per una ragione di carattere politico", ha risposto a Di Battista il presidente della commissione Esteri del Senato.

Su Cambridge Alfano ha detto che in Commissione "si è parlato senza timori nei confronti di nessuno e con sguardo puntato al desiderio di verità che quindi non si fa problemi e sollevare dubbi. E' una vergogna aver convocato l'audizione solo il 4 settembre". La fine orrenda di Giulio Regeni, sparito la sera del 25 gennaio del 2016 e morto dopo giorni di torture perpetrate da uomini dei servizi di sicurezza egiziani, vuole che la nostra attenzione resti sempre alta.