Corea Nord, Stati Uniti chiede all'ONU: "Misure dure contro Pyongayang"

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Ma poi anche lei ha smussato i toni quando ha aggiunto che si dovranno terminare tutte le soluzioni diplomatiche a disposizione prima che sia troppo tardi, quindi ci vorrà un altra risoluzione dell Consiglio, questa volta ancora più forte.

Le stesse Nazioni Unite confermano quanto scritto ieri: "È il test nucleare più potente mai realizzato in passato", dice il sottosegretario generale alle Nazioni Unite Jeffrey Feltman.

Pensiamo all'escalation dei test nucleari da parte della Corea del Nord, che costituiscono una sfida palese a Stati Uniti, Giappone e Corea del sud e che, se spinti all'estremo, potrebbero addirittura minacciare la pace mondiale e a portare ad esplosioni nucleari, come ha dimostrato il recente test del regime Nord coreano. Come del resto hanno ribadito tutti gli altri ambasciatori dopo aver detto le loro frasi di condanna. Una condizione che però Washington non è disposta ad accettare.

La Haley ha chiesto di prendere "le più forti misure possibili contro il regime di Pyongayang. Nessuno lo farebbe. Certamente non lo faremo noi", ha concluso Haley. È costituito da 15 membri, dieci dei quali sono eletti ogni due anni, mentre i restanti cinque sono "permanenti" (si tratta di Cina, Russia, Regno Unito, Stati Uniti e Francia, ovvero i paesi che hanno vinto la guerra contro la Germania nazista) e hanno diritto di veto, ossia di bloccare qualsiasi decisione ritengano sgradita.

Cardi, nel corso di una riunione urgente del Consiglio, ha ricordato la condanna immediata del Ministro degli Esteri Angelino Alfano e i contatti avviati dal premier Gentiloni con gli alleati Ue e internazionali, a conferma che "l'Italia continuerà a fare la sua parte per arrivare a una risposta ferma e adeguata per indurre Pyongyang a smettere le provocazioni". "Prevediamo anche che la Corea de Nord possa lanciare un missile balistico intercontinentale", ha dichiarato un funzionario del Ministero sud-coreano, Chang Kyung-soo. Nota anche come Nazioni Unite poiché la sua sigla è l'acronimo di Organizzazione delle Nazioni Unite, l'Onu ha sede a New York negli Stati Uniti nel grattacielo noto come Palazzo di Vetro disegnato dall'architetto Oscar Neiemeyer.

Nel giorno del consiglio di sicurezza dell'Onu intervengono anche i leader del G7: "Siamo pronti a rafforzare ancora le misure che puntano a raggiungere" l'obiettivo di fermare i test nucleari della Corea del Nord e "richiamiamo con forza il Consiglio di Sicurezza dell'Onu ad assumersi le sue responsabilità e lavorare per l'adozione di una nuova ed efficace risoluzione che includa misure più forti" si legge in un comunicato. Dal discorso di Nikki Haley, questo dovrebbe essere l'ultimo tentativo in cui viene data voce alla diplomazia.