Roma-Inter, Di Francesco: "Spalletti un esempio. Firmerei per…"

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RETOUR DE RUSSIE, ha ballato coi Lupi una sola estate; appena ha detto "prima la Roma poi Totti" han cominciato a girargli le spalle; il sorriso amarognolo di Luciano Spalletti e il suo apparir sereno nell'ora del ritorno fra i congiurati alla vaccinara, confermano le sue qualità di attore cresciuto a Cinecittà nel primo giro romano e affinate - raggelate - a San Pietroburgo.

Domani molti occhi su Nainggolan. Ma non vedo adesso perché non possa diventarlo. Ma come sta? E' stupito dal rendimento di Juan Jesus? Ho visto una squadra caratterialmente cresciuta e una buona condizione fisica. Se una linea ha lavorato bene per 70' c'è un lavoro dietro, sul gol abbiamo commesso un errore di linea. "Questi ragazzi credono in quello che propongo, poi per riuscire a fare questo ci vuole tempo". Sull'olandese è forte il pressing della Juventus, ma la sensazione è che alla fine non se ne farà nulla; per il momento il numero 6 è giustamente e regolarmente in campo, e così dovrebbe esserlo Defrel che parte ancora in vantaggio rispetto a El Shaarawy, andando a presidiare la corsia destra. A gara in corso mai dire mai, potrebbe essere una soluzione.

A che punto è la tabella di recupero di Karsdorp? Sono comunque contro a questo tipo di utilizzo. "Mi piace essere ottimista e sono sicuro che abbiamo le carte in regola per giocarcela". È intelligenze calcisticamente e non lo farò giocare non diamo giudizi, non ci sono bocciati e promossi.

Domani c'è soprattutto Roma-Inter, è il debutto per lei all'Olimpico. Il risultato dice questo, lo accettiamo, ci lecchiamo le ferite, però io mi tengo questa prestazione. Spero che il pubblico ci aiuti e ci sostenga. "E quindi non devo chiedere pazienza o favori a nessuno e non voglio paragoni". Ovviamente non mi piace chi giudica per sentito dire. Impossibile però paragonare il Sassuolo alla Roma, sono valori diversi. "Sono orgoglioso di rappresentarla". Se uno prende tre pali e un tiro va dentro, cambia la partita. "È l'obiettivo che ci siamo fissati con lo staff sanitario". "La osa più importante è che sia da parte mia che dei calciatori si dia tutto per i tre punti e per il proseguo della stagione". I nemici che hanno festeggiato il suo addio a Roma, molti offertisi a selfie e telecamere in giubilanti brindisi - ho visto godere Venditti e Verdone, già spallettisti della prima ora - sognano di battere la sua Inter Rinascente anche se dubitano ancora delle capacità di condottiero di Di Francesco, il mister strappato al.