Terrorismo a Barcellona: 13 morti e 50 feriti, Isis rivendica

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Tuttavia la situazione non è del tutto chiara: una delle persone fermate, identificato come Driss Oubakir - un ex detenuto per reati comuni che conta come noleggiatore dei furgoni - è stato arrestato mentre si stava recando in commissariato per denunciare il furto dei documenti. E' lui che ha noleggiato il furgone bianco che ha provocato la strage.

Una sparatoria sarebbe poi avvenuta nel mercato della Boqueria, che si affaccia sulle Ramblas.

La Guardia Urbana ha raccomandato alle persone che si trovavano nella zona dell'attacco, e che stanno bene, di avvisare i propri familiari attraverso i social network e non via telefono per non far crollare le reti telefoniche. Durante la notte cinque sospetti terroristi sono stati uccisi in un blitz della polizia a Cambrils, cittadina turistica costiera sulla costa a sud-ovest di Barcellona.

A parte gli avvertimenti veri o presunti della Cia alle autorità spagnole sulle possibilità di un attentato a Barcellona, la Spagna è da lungo tempo nel mirino. Anche alcuni agenti sono rimasti feriti.

Sulla passeggiata tra le più famose del mondo ripiombava così uno spettro che la Spagna ha conosciuto tredici anni or sono. "Lo spazio desertico fra il Maghreb e l'Africa Occidentale, a cavallo di confini desertici inesistenti fra Mali, Niger, Mauritania, Algeria, Libia e Ciad, è una piattaforma ideale dove riorganizzare le cellule dopo le sconfitte subite in Medio Oriente, facendo leva sulle entrate frutto dei traffici di sigarette, esseri umani e stupefacenti garantiti dalla corruzione delle tribù locali", scrive Maurizio Molinari su La Stampa, "per la tattica jihadista dunque l'attacco di tre giorni fa a un ristorante per turisti in Burkina Faso - con 18 morti - appartiene allo stesso teatro di operazioni di Barcellona: sono, a Sud e Nord, gli estremi opposti del Sahel dove gli integralisti vogliono insediarsi, per realizzare la versione maghrebina del Califfato". La loro auto si è capovolta.

Nella confusione che ancora circonda gli attentati in Spagna, un elemento sembra chiaro: il bilancio delle vittime sarebbe potuto essere più pesante. Tre dei membri della cellula inoltre sono protagonisti come attori di un video di propaganda, pubblicato su un canale con oltre 12mila sottoscrittori, che mostra il processo di radicalizzazione di un giovane musulmano in Spagna che decide di andare a combattere in Siria.

Le indagini della polizia puntano verso due basi arretrate dei terroristi nella Catalogna profonda, dove è forte l'influenza dell'estremismo salafita nell'importante comunità marocchina della regione, 200mila persone.

La Spagna intanto stringe le fila davanti all'attacco del terrorismo islamico. I due uomini sono impegnati in una lotta all'ultimo sangue in vista del referendum catalano sull'indipendenza del primo ottobre.