Pensioni, Boeri: "Lo stop all'adeguamento è pericolosissimo e costerà 141 miliardi"

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La posizione di Boeri non è nuova, poiché da tempo ha espresso la sua contrarietà ad ogni ipotesi di blocco del meccanismo di innalzamento automatico dell'età di accesso alla pensione che nel 2019 dovrebbe arrivare a 67 anni rispetto agli attuali 66 e sette mesi. Ad affermarlo è stato il Presidente dell'Inps, Tito Boeri, il quale ha dichiarato: "E' pericolosissimo toccare il meccanismo dell'adeguamento delle pensioni alle aspettative di vita". Tuttavia, si è già fatto notare che l'aumento a 67 anni è comunque previsto da una clausola di salvaguardia presente nella riforma Fornero.

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E poi successivamente ha aggiunto: "Se uno percepisce la pensione più a lungo perché si vive più a lungo, è giusto anche che contribuisca più a lungo al sistema, altrimenti il sistema non riesce a reggere". "E poi, guardando ancora più in avanti, avremmo un ulteriore aggravio di spesa pensionistica che noi stimiamo in 141 miliardi di euro".

Il presidente dell'Inps, è intervenuto dopo quanto evidenziato dalla Ragioneria dello Stato, con il loro rapporto sul sistema pensionistico, in cui è stato evidenziato che la cancellazione dell'adeguamento automatico alla speranza di vita sarebbe un provvedimento troppo rischioso per i conti pubblici, con un'incidenza maggiore della spesa pensionistica sul prodotto interno lordo. Boeri spiega che "le generazioni che hanno già vissuto questo adeguamento, per esempio con l'aumento dell'età pensionabile di quattro mesi nel 2016, o prima ancora, di tre mesi nel 2013, direbbero: ma perchè noi abbiamo dovuto pagare?". Inoltre le pensioni sarebbero più basse, quindi questo stop all'aumento progressivo dell'età pensionabile "non è neanche nell'interesse dei lavoratori più deboli"; perché se possono andare in pensione prima, "sappiamo che saranno i datori di lavoro stessi a spingerli a ritirarsi prima, e a quel punto uscirebbero con delle pensioni più basse, perché col sistema contributivo più si lavora, più i trattamenti aumentano".

Non ci facciamo spaventare dai burocrati di Stato, lautamente ben pagati, che nulla sanno di cosa sia la vita reale in fabbrica, in cantiere o nella bottega. Domenico Proietti, segretario confederale della Uil, allo stesso Gr1 ha valutato: "Intervento da 'cartellino rosso, perché non spetta alla Ragioneria intervenire su questi argomenti, frutto del confronto tra governo e sindacati". Si tratta, spiega, "di un rinvio necessario e sopportabile che trova un consenso trasversale anche nelle forze parlamentari". "Cio' non solo perche'" la previsione di requisiti minimi, come quelli sull'eta', e' "condizione irrinunciabile" per "la sostenibilita', ma anche perche' costituisce la misura piu' efficace per sostenere il livello delle prestazioni". Ecco che l'effetto "cumulato risulta di 21 punti di Pil al 2060 e di 23,4 punti al 2070".