Trump lancia un ulteriore avvertimento alla Corea del Nord

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La minaccia dell'attacco contro Guam - Nella gara con gli Stati Uniti sul rialzo dei toni, della retorica e delle minacce, nella giornata di ieri la Corea del Nord non solo aveva espresso la volontà di sferrare l'attacco contro Guam, isola avamposto territoriale e militare Usa nel mar delle Filippine, ma aveva indicato che sta "seriamente valutando il lancio contemporaneo di 4 missili a raggio intermedio Hwasong-12 per intimidire gli asset di Marina e Aeronautica americane". E addirittura a 3.400 dal suo "vicino" nordcoreano, che da giovedì 10 agosto - dopo le minacce di Kim Jong-un che hanno ricevuto pronta risposta dal presidente Usa Donald Trump - è diventato un po' più "scomodo". La possibilità che la Corea possa colpire Guam ha scatenato l'ira del Tycoon, del tutto contrariato all'idea che Kim possa essere in possesso di testate in grado di minacciare le coste statunitensi. A Guam vivono poco più di 160mila persone - circa la popolazione di Ravenna - e la capitale si chiama Hagåtña, che per circa due secoli è stata anche la città più popolosa dell'isola, superata oggi da molte altre. Certo, ci sono tanti altri aspetti che richiederebbero trattative: il loro ruolo in Siria, in Yemen, il programma missilistico, l'Hezbollah; ma credo che restringere il campo alla questione nucleare sia stata la scelta giusta, ha tolto dal tavolo una minaccia. Ha precisato che i 2 sistemi sono in stato di efficienza bellica permanente e "non si trovano in stato di allerta". Il presidente ha affermato che gli americani "devono sentirsi al sicuro perché se la Corea del Nord dovesse anche solo immaginare di attaccare qualunque cosa che amiamo", le accadranno cose finora ritenute impossibili. Il piano definitivo sarà completato entro metà mese e prevede che i vettori sorvolino lo spazio aereo nipponico delle prefetture di Shimane, Hiroshima e Kochi prima di colpire le acque intorno a Guam.

Un paradiso per le vacanze divenuto territorio 'vitale' per il Pentagono, per la posizione che occupa nel Pacifico, un punto strategico per la pianificazione militare degli Stati Uniti, e per la 'carica' simbolica che acquista negli annali della storia militare degli Stati Uniti. La Corea del Sud ha promesso una "forte e risoluta reazione" agli attacchi del Nord insieme agli alleati.

Infatti, ciò che tutti si chiedono, è: quanti missili potrà intercettare?

Dal canto suo la Cina rinnova l'invito alla reale e concreta moderazione di fronte al duro scontro in atto tra Usa e Corea del Nord: "Tutte le parti dovrebbero fare di più per allentare le tensioni e evitando di prendere iniziative sulla dimostrazione di forza", ha commentato in una nota il portavoce del ministero degli Esteri Geng Shuang, diffusa dopo il proposito della Corea del Nord di attacco militare contro Guam.