Mps, i conti del primo semestre 2017

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La nota della banca però evidenzia la crescita dei depositi vincolati e dei conti correnti da clientela, saliti di 3,8 miliardi nel secondo trimestre e di 9,4 miliardi da inizio anno.

I valori di CET 1 e Total Capital Ratio, includendo l'operazione di aumento di capitale, sono stimati pari a 15,4% e 15,6%. Dopo mesi di discussioni, di punti di non ritorno e di toni esasperati, infatti, lo Stato è entrato a capofitto nel capitale della banca, per cui una cosa è certa: la strada che MPS si ritroverà a dover affrontare non avrà nulla a che vedere con il calvario attraversato fino a pochi mesi fa.

Oggi, proprio in seguito al salvataggio, l'agenzia Fitch ha alzato il rating a lungo termine di Banca Monte dei Paschi di Siena e del suo debito senior da B- a B, con outlook stabile.

Il salvataggio della senese tramite ricapitalizzazione precauzionale ha previsto l'approvazione di due decreti, entrambi contenenti le linee guida per i due aumenti di capitale, a diverso prezzo, che riguarderanno le azioni MPS. Lo Stato potrà scalare MPS fino al 70% del capitale, soglia oltre la quale ci dovrà essere solamente capitale privato.

Tornando ai conti, si registra un calo del 2,5% su base trimestrale del margine di interesse "che risente del calo di tassi e volumi degli attivi fruttiferi, effetto solo parzialmente compensato dalla flessione del costo della raccolta", commissioni nette in crescita (+1,1% su base trimestrale) grazie alla componente da risparmio gestito, costi in aumento dell'1,8% su base trimestrale a seguito di "componenti non ricorrenti, in particolare impairment su immobilizzazioni immateriali". Il primo semestre 2016 registrò un utile di 302 milioni.

L'esposizione dei crediti deteriorati lordi al 30 giugno 2017 era pari a 45,5 miliardi di euro, in flessione sia rispetto a fine dicembre 2016 (-0,3 miliardi di euro) che rispetto al 31 marzo 2017 (-0,5 miliardi di euro).

Inoltre, è stato condotto in porto anche l'aumento di capitale sociale a servizio della sottoscrizione di circa 593 milioni di azioni da parte del Mef, per un controvalore pari a circa 3,8 miliardi di euro. Nel secondo trimestre i ricavi si sono attestati a 919,5 milioni di euro, in lieve calo rispetto ai 933,2 milioni del primo trimestre.