Migranti, lo strappo di Medici senza frontiere: "Sospendiamo le attività"

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Medici Senza Frontiere sospende le attività di salvataggio in mare.

Medici senza frontiere ha deciso di sospendere temporaneamente le attività di soccorso davanti alla Libia. Lo comunica la Ong sottolineando che la sospensione segue la decisione della Libia di istituire una zona Sar (Search and rescue) che si estende fino a 180 chilometri dalla costa, "limitando l'accesso delle Ong in acque internazionali" e ad un "rischio sicurezza" segnalato dal Centro di coordinamento del soccorso marittimo ( Mrcc) "dovuto a minacce della guardia costiera libica". Per questo, ha detto MSF, le attività della nave Prudence sono state sospese: lo staff medico della ong continuerà però a operare a bordo della nave Aquarius, della ong SOS Mediterranee. Tali dichiarazioni giungono appena una settimana dopo l'annuncio del dispiegamento di navi militari italiane all'interno delle acque libiche, per aumentare la capacità delle guardie costiere libiche di intercettare migranti e rifugiati e riportarli in Libia. Queste azioni stanno chiaramente dimostrando la vera ambizione delle autorità italiane ed europee: limitare l'attività degli attori di ricerca e soccorso indipendenti e concentrare tutti gli sforzi nel riportare le persone in Libia.

"I recenti sviluppi rappresentano un altro preoccupante tassello di un ambiente sempre più ostile per le operazioni salvavita di soccorso" ha detto Loris De Filippi di MSF.

"MSF rifiuta di essere cooptata in un sistema che mira, a qualunque costo, a impedire alle persone di cercare sicurezza" dichiara Brice de le Vingne, direttore delle operazioni di MSF.