Juve, Allegri: "Dispiaciuto per Bonucci: sarebbe stato il futuro capitano"

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Però - conclude Allegri - ha fatto una scelta e di questo non ne va fatta una colpa a nessuno: "né a lui, né alla società e nemmeno all'allenatore". Ma vale la regola aurea: "se lui è felice, io sono felice per lui".

E così in effetti è stato sotto la sua gestione: "Fare due finali in tre anni non è una cosa da poco". A Cardiff "abbiamo disputato un buon primo tempo, poi avevo Mandzukic e Pjanic zoppi e il Real ha accelerato", è la sua analisi della partita vinta 4-1 dalla squadra di Zidane. "Se tornassi indietro, quale partita vorresti rigiocare?" "Nella ripresa il Real, quando ha capito che poteva schiacciare sull'acceleratore, l'ha fatto, come fanno le grandi squadre".

"Dopo Cardiff ho pensato se non era il caso di lasciare - ha ribadito il tecnico Juve - ma ora so che possiamo toglierci di dosso quelle scorie, giocare un'altra grande stagione, un'altra grande Champions".

Rabbia e non solo: "Mi piace scherzare e avere un rapporto con i giocatori, non amichevole, sempre di rispetto". Anche punto di vista dello stipendio è Allegri il top player della Juve (Higuain con 7,5 milioni di euro è il calciatore più 'ricco' della rosa) e il prolungamento è stato l'ennesimo segnale della dirigenza alla squadra: prima viene la società, poi l'allenatore e poi i singoli. Il presidente è giovane, ma nonostante l'età ha grandi idee ed è bravo a miscelare la tradizione di una delle famiglie più importanti d'Italia assieme ai suoi progetti per l'estero. "Qualsiasi giocatore che arriva alla Juventus, se può dare otto, alla fine riesce a fare nove".

Proverbiale, in questo senso, il sonoro 'Cagon' (che non ha bisogno di traduzioni) urlato da Tevez allo stesso Allegri al momento della sostituzione nella semifinale di andata di Champions League del 2015 con i bianconeri sopra nel punteggio per 2 a 1.

Max Allegri è un operaio specializzato in trionfi, uno che, per dirla con il grande Dino Zoff, timbra ogni giorno il suo cartellino e si impegna con dedizione assoluta; inoltre, sa cosa vuole e con chi vuole realizzarlo e non c'è dubbio che un ragazzo in gamba come De Sciglio, tanto per citarne uno, alle sue dipendenze non farà rimpiangere il pur plurititolato Dani Alves. Cercavo di farglielo capire... A volte inventano delle cose che nemmeno in un film riuscirebbero a raccontare, tanto sono incredibili. "Buffon? E' diverso dagli altri, mi confronto spesso con lui e credo che abbia un futuro importante a livello dirigenziale, magari in Federazione".