"Il nostro mare è malato cronico": l'allarme di Legambiente

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Su 260 tratti di mare campionati lungo la costa della nostra Penisola, ben 105 si sono rivelati inquinati da una carica batterica che supera quella consentita dalla legge.

Sono gli scarichi fognari non depurati, secondo Legambiente, la causa dell'inquinamento dei mari italiani.

Dopo "i tanti appelli inascoltati e lanciati alle amministrazioni e agli enti competenti", Legambiente ha presentato "alle Capitanerie di Porto 11 esposti, uno per ogni regione in cui sono presenti i malati cronici di inquinamento, sulla base della legge sugli ecoreati che ha introdotto i delitti ambientali nel codice penale, tra cui il reato di inquinamento ambientale". E così, nel 18% dei punti monitorati dai tecnici di Goletta Verde è stata riscontrata la presenza di rifiuti da mancata depurazione: assorbenti, blister, salviette ma, soprattutto, di cotton fioc. "Il mare italiano continua a soffrire - spiega Giorgio Zampetti - responsabile scientifico di Legambiente - e anche quest'anno i dati di Goletta Verde confermano la gravità della situazione, segnata anche dal problema dei rifiuti galleggianti e spiaggiati e delle continue illegalità ambientali che sfregiano coste e territori italiani". Come ogni anno, i parametri indagati da Goletta Verde sono solo microbiologici (enterococchi intestinali, Escherichia coli). Dei 105 campioni con cariche batteriche elevate ben 86 (l'82%) registrano un giudizio fortemente inquinato. L'87% dei punti inquinati e fortemente inquinati sono stati prelevati alle foci di fiumi, torrenti, canali, fiumare, fossi o nei pressi di scarichi che si confermano, dunque "i nemici numero uno del nostro mare". Da notare anche che, invece, il 13% dei prelievi inquinati è stato effettuato presso spiagge affollate di turisti. Legambiente rammenta che per questo motivo l'Italia deve pagare all'Europa 62,7 milioni di euro una tantum a cui si aggiungono 347 mila euro per ogni giorno sino a che non saranno sanate le irregolarità (a partire dal 1 gennaio 2017).

A gravare sull'inquinamento è anche la depurazione, evidentemente insufficiente: l'Italia è agli ultimi posti in Europa, dimostra Legambiente riportando i dati del portale "Urban Waste Water Treatment Directive (UWWTD) site for Europe", risalenti al 2014. Inoltre, "gli scarichi relativi a 577mila abitanti equivalenti inoltre non subiscono alcun trattamento depurativo" e "il dato relativo ai depuratori, degli impianti di trattamento risulta conforme poco più della metà a livello nazionale, ovvero il 54%".

Nodo rifiuti, sulle spiagge quasi 7mila cotton fioc Su 46 spiagge monitorate, dice Legambiente, sono stati trovati quasi 7mila cotton fioc "frutto della cattiva abitudine di buttarli nel wc e dell'insufficienza depurativa". "Sono circa 10 milioni i cittadini italiani che ancora non hanno un adeguato servizio di depurazione - spiega Utilitalia - l'11% invece ne e' ancora sprovvisto".