Sergio Mattarella ricorda la tragedia di Marcinelle, quando i migranti eravamo noi

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L'8 agosto 1956 nella miniera Bois Du Cazier, in Belgio, scoppiò un terribile incendio e oltre 200 minatori persero la vita, rimanendo sepolti a oltre mille metri di profondità.

"Conservare i segni della memoria e onorare quanti ne sono testimoni - ha detto l'assessore -, credo sia un atto doveroso di rispetto e di omaggio verso le vittime di quella tragedia e verso le sofferenze patite dai milioni di veneti che hanno lasciato la loro terra in cerca di lavoro e di futuro, pagando spesso un caro prezzo". Esso rappresenta uno dei momenti più bui della storia dell'emigrazione italiana in Belgio: oggi a Marcinelle sono attive le Acli del Belgio, per mantenere fede a quella che è la vocazione storica ed orinaria delle Acli. La giornata si è conclusa a Bois du Cazier, con il saluto di Basile, la lettura del messaggio di Mattarella e un intervento del sottosegretario Amendola. "È vergognoso il paragone del presidente della Repubblica tra gli italiani che andavano a sgobbare in Belgio o in altri Stati, dove lavoravano a testa bassa, dormendo in baracche e tuguri, senza creare problemi, e gli immigrati richiedenti asilo di oggi" continua l'onorevole leghista "che noi ospitiamo in alberghi, con cellulari, connessione internet, per farli bighellonare tutto il giorno e avere poi problemi di ordine pubblico". Diversi i momenti di ricordo e commemorazione che hanno visto protagonista tutta la rappresentanza italiana all'estero, dai Comitati degli italiani all'estero (Comites) al Consiglio generale degli italiani all'estero (Cgie) passando per i parlamentari eletti all'estero e le associazioni degli emigrati. "Oggi più che mai è nostro dovere non dimenticare #8agosto1956".

Gran parte di quei lavoratori periti nella tragedia (136) erano emigrati italiani: "Le loro fatiche - ha spiegato ancora il presidente - sono state feconde".

"Generazioni di italiani hanno vissuto la gravosa esperienza dell'emigrazione, hanno sofferto per la separazione dalle famiglie d'origine e affrontato condizioni di lavoro non facili, alla ricerca di una piena integrazione nella società di accoglienza".

Al segretario della Lega Nord non è piaciuto il paragone di Mattarella tra gli italiani emigrati all'estero e i clandestini 'mantenuti' e ha scritto un tweet molto violento, preceduto da Paolo Grimoldi secondo cui il capo dello stato 'infanga' la memoria dei connazionali morti a Marcinelle.