Allarme clima, Nyt pubblica rapporto. Timori per "censura" di Trump

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E' il contenuto di un rapporto stilato dagli scienziati di 13 agenzie federali americane, che aspetta di essere approvato dall'amministrazione Trump.

Le temperature medie negli Stati Uniti sono aumentate drammaticamente negli ultimi decenni, toccando il loro livello più alto da 1.500 anni, si legge nel rapporto. Uno degli effetti collaterali della degenerazione climatica, che prevede in questo caso un cambio di rotta commerciale con l'importazione del miele da Paesi esteri, quali prevalentemente la Cina, superando la soglia delle oltre 7000 tonnellate già documentate nei primi quattro mesi del 2017 dall' Istat.

Gli Stati Uniti hanno confermato per iscritto venerdì alle Nazioni Unite la loro intenzione di recedere dall'accordo di Parigi sul clima.

Per gli scienziati l'innalzamento delle temperature registrato negli ultimi sessant'anni è dovuto all'azione dell'uomo.

Il cambiamento climatico minaccia di provocare danni irreparabili legati all'ambiente e all'ecologia.

Secondo il New York Times parte degli studiosi che hanno lavorato alla relazione, in attesa di approvazione dall'amministrazione Trump, ritiene la Casa Biancapotrebbe bloccare le ricerche sul tema, dal momento che si è dimostrata sempre molto scettica se non avversa a parlare di cambiamento climatico. Senza un calo delle emissioni, si attendono ondate di caldo più lunghe, temporali intensi e una rapida disintegrazione della barriera corallina. "Ci sono evidenze che dimostrano come le attività umane, specialmente le emissioni di gas serra, sono le principali responsabili per i cambiamenti climatici rilevati nell'era industriale".

Nel rapporto, chiamato Climate Science Special Report, è scritto che molti fattori lasciano pensare al fatto che sia a causa delle attività dell'uomo che la temperatura globale sia salita, anche perché non emergono spiegazioni alternative, soprattutto relative a eventuali fattori naturali. Addirittura pare che il ministero dell'agricoltura abbia chiesto ai propri funzionari di non adoperare l'espressione "cambiamento climatico", ma di preferire altre locuzioni come "situazioni meteorologiche estreme".