Euro Zona, calo a sorpresa della disoccupazione

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Anche il tasso di disoccupazione giovanile torna infatti a scendere. Secondo l'Istat in Italia ci sono 22,5 posti in asilo nido ogni 100 bambini tra 0 e 3 anni, ben al di sotto dei 33 posti indicati come obiettivo strategico dalla Unione europea.

I prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona calano dello 0,6% su base mensile e aumentano dello 0,8% su base annua (era +0,7% a giugno). A crescere sono gli occupati ultracinquantenni (+335mila) a fronte di un calo nelle altre classi di età (-188mila). Salgono anche gli inattivi, cioè coloro che non lavorano e non cercano lavoro perchè scoraggiati. "In generale per tutti si deve puntare su una formazione qualificata ed orientata alle nuove tecnologie per posizionare la nostra forza lavoro su livelli elevati di preparazione che la mettano all'altezza degli accelerati mutamenti tecnologici".

DONNE AL LAVORO - Poletti evidenzia poi "il dato del tasso di occupazione delle donne, storicamente uno degli elementi di debolezza del nostro mercato del lavoro, che raggiunge il livello massimo dal 1977, anno di inizio delle rilevazioni". Aumentano i dipendenti a termine, sono stabili i dipendenti a tempo indeterminato mentre diminuisce il numero degli indipendenti. L'aumento, come sottolinea l'Istat, è da ricondurre all'incremento del numero dei lavoratori a termine, che sarebbero 37 mila in più rispetto al mese precedente. "L'aumento riguarda entrambe le componenti di genere e si concentra quasi esclusivamente tra gli over 50". Il tasso di disoccupazione a giugno è sceso dello 0,2%, all'11,1% (e anche il tasso di disoccupazione giovanile è calato di 1,1 punti), attestandosi al 35,4%. Ebbene a giugno gli inattivi, in continua ascesa ormai da anni, hanno ingrossato le proprie fila di ulteriori 12mila unità. Invece per gli uomini si registra un modesto calo, e interessa in particolare i 15-24enni e i 35-49enni. Nelle sue componenti, il tasso più elevato è registrato dal settore energetico (2,2%, contro l'1,9% a giugno), seguito dai servizi (1,5%, rispetto a 1,6% a giugno), e da alimentari, alcol e tabacco (1,4%, stabile). Tirando le somme viene fuori che tra 2014 e 2017 l'occupazione femminile è cresciuta di 279 mila unità, di cui 295 mila nella coorte anagrafica tra i 55 e i 64 anni (la differenza tra questi due numeri significa che tra le donne meno anziane si è verificato un calo dell'occupazione). A giugno 23 mila occupati in più su base mensile, secondo l'Istat.