Via i transgender nell'esercito Usa, il Pentagono ignora Trump

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All'indomani dell'annuncio a sorpresa di Donald Trump, che su Twitter ha detto no ai transgender nelle forze armate Usa, il capo dello stato maggiore congiunto Joseph Dunford ha chiarito la linea delle forze armate in una comunicazione interna ai vertici militari. L'ha fatto con due tweet nel quale annunciava la sua decisione di annullare le disposizioni lasciate da Obama che consentono ai transgender di entrare nell'esercito. In una nota Dunford ha spiegato che tutto resterà uguale fino a quando il presidente Trump non darà indicazioni formali al Pentagono e il segretario alla Difesa, Jim Mattis, non darà le nuove direttive. "Ciò che conta è rimanere concentrati sul raggiungimento delle nostre missioni assegnate, visti gli attuali combattimenti e le sfide che affrontiamo". "Il nostro esercito deve concentrarsi su una vittoria decisiva e schiacciante e non può essere gravato dai tremendi costi medici e le spaccature che si verrebbero a creare a causa della presenza di trans al suo interno". Sono state inoltre avanzate ipotesi economiche per giustificare la scelta a sorpresa di Trump: secondo il New York Times, dietro ci sarebbe la necessità di approvare questa settimana in Congresso un pacchetto di bilancio di 790 miliardi di dollari per la Difesa, a cui alcuni repubblicani si opponevano perché la somma includeva la copertura del trattamento ormonale per i militari transessuali. Si stima che attualmente prestino servizio nelle forze armate statunitensi circa 6.600 transessuali, sul cui futuro c'è ora incertezza in conseguenza della decisione di Trump.

Molti cittadini sono infatti scesi in piazza nelle città americane per protestare e anche molti personaggi dello showbiz hanno voluto prendere posizione.