Stato d'emergenza per la siccità a Roma. Il governo decide a breve

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Senza quei 1100 litri al secondo estratti, depurati, e immessi nella rete idrica, la città dovrebbe essere in sofferenza (alcune zone già lo sono) a partire già dalle prossime ore. Tra cabine di regia, tavoli, bracci di ferro politici, ricorsi e indagini, si è consumato lo scontro a ogni livello, ma un'alternativa alle otto ore di stop ai rubinetti non è stata ancora nè ufficializzata nè comunicata ai romani. Non solo: "La dedotta impossibilità di effettuare l'inevitabile turnazione nel servizio di distribuzione dell'acqua" appare "una conseguenza non imposta in via esclusiva dall'ordinanza impugnata"; Acea Ato2 potrà anzi "adottare misure compensative per contrastare gli effetti dell'azzeramento del prelievo".L'ira del ministro Galletti: "Situazione inaccettabile " In un panorama nazionale che resta difficile, con più regioni pronte a chiedere lo stato di calamità, la situazione di Roma resta comunque quella più critica. "Una cosa posso assicurare: agiremo con la massima severità - ha detto il ministro - per punire chi sottrae acqua preziosa al lago di Bracciano". Ma fino al 10 agosto il prelievo dal bacino sarà limitato a 400 litri al secondo. L'inchiesta è stata innescata "da più denunce" arrivate in procura, spiegano i Carabinieri in una nota, "con riferimento alla criticità ambientale che sta interessando il lago di Bracciano, oggetto negli ultimi giorni di enfasi mediatica".

Intanto sulla testa della multiutility capitolina pende un'altra spada di Damocle: l'avviso di garanzia notificato al presidente Paolo Saccani per il reato di inquinamento ambientale colposo.

"Puniremo captazioni illecite Bracciano" Il ministro ha ribadito, come aveva fatto ieri nel corso dell'audizione in commissione Ambiete alla Camera, di aver chiesto a Carabinieri, Forestali e al Noe di indagare sul fenomeno dei prelievi illeciti dal lago.

Il Comitato per la Difesa del Lago di Bracciano ribadisce che le azioni intraprese danno soddisfazione alla denuncia querela presentata in Procura il 20 giugno scorso e alle numerose richieste di intervento urgente inoltrate anche a Regione Lazio e Ministero dell'Ambiente. "Chiediamo inoltre che sia incaricato un soggetto terzo che possa controllare direttamente il rispetto dell'ordinanza di stop, anche con accesso ai locali di Acea".