Razionamento acqua a Roma: il vertice sulle possibili soluzioni

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Acea, ha precisato poi il governatore, "preleva dal lago di Bracciano solo l'8% di tutto il fabbisogno e quindi immagino una quantità non importante dell'acqua".

Alla fine è guerra dell'acqua nella Capitale: da una parte, la Regione Lazio, dall'altra l'Acea, la società partecipata dal Comune di Roma che gestisce la rete idrica della capitale.

"Purtroppo è una tragedia - ha detto Zingaretti - il livello del lago si è abbassato con il rischio di una catastrofe ambientale". La situazione del lago di Bracciano è "inimmaginabile": "Far uscire l'acqua dai rubinetti è un diritto ma dobbiamo fare i conti con un problema enorme che è la siccità". "Da qui a sette giorni noi non troveremo nessuna soluzione se non quella di razionare l'acqua a 1,5 milioni di romani, a tutte le attività produttive, le attività turistiche, ai palazzi delle istituzioni, allo Stato della Città del Vaticano". Anche perché allo stop da Bracciano si deve aggiungere un altro problema: la rete di tubature e condotte di Acea è così vetusta e obsoleta che in media disperde fino al 45% dei 18mila litri di acqua al secondo che passano attraverso la rete idrica: in gergo si chiamano perdite occulte e sono causate dalla corrosione del metallo, ma anche dalla fragilità di materiali plastici non sostituiti.

Di fronte alla situazione di Roma il timore del Movimento Difesa del Cittadino è che si stia in realtà giocando una battaglia politica che verrà pagata solo dai cittadini. L'approvvigionamento idrico viene in gran parte da sorgenti - Peschiera, Capore, Acqua Marcia, Acquoria, Salone, Vergine, Simbrivio - poi ci sono i pozzi - Finocchio, Torre Angela, Pantano, Borghese, Laurentino - e poi le cosiddette acque superficiali del Lago di Bracciano appunto. Le ipotesi che restano in piedi, per scongiurare la turnazione dell'acqua nella Capitale, sono incrementare i prelievi di acqua da altre fonti e far slittare di alcuni giorni lo stop alle captazioni dal lago di Bracciano, che l'ordinanza della Regione ha fissato per dopodomani. Se l'ad Stefano Donnarumma è indicato come persona gradita alla componente lombardiana, con riferimento alla deputata Roberta Lombardi e al presidente dell'Assemblea Capitolina, Marcello De Vito, Lanzalone è diretta espressione della stessa sindaca, rimasta fin qui molto soddisfatta dal lavoro compiuto dall'avvocato sulla vicenda stadio. Lo dice al Corriere della Sera l'ingegnere Paolo Saccani, presidente di Acea Ato2.

Oppure, dietro questa sventura dell'acqua razionata, si nasconde il progetto paventato dal Ministero dell'Ambiente, di far pagare l'acqua corrente a tutti, garantendo - al massimo - poca acqua ai bisognosi? Il Ministro Galletti ne parlò lo scorso Aprile. Il suo augurio è che Regione e Acea possano trovare nell'immediato una soluzione condivisa per il bene di oltre un milione di cittadini romani.

Contro l'emergenza siccità è pronto a scendere in campo anche il governo.