Leucemie: arriva la svolta, trapianti possibili non solo dai genitori

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La sostanza è questa: anche in assenza di un donatore che non risulti completamente compatibile, la tecnica sperimentata dalla squadra dell'Ospedale Bambino Gesù permetterà la riuscita del trapianto di midollo da uno dei due genitori con possibilità di guarigioni identiche ottenute servendosi di un donatore perfettamente idoneo. Si stima, inoltre, che il 30/40 per cento dei pazienti che ha necessità di trapianto non riuscirebbe a trovare un donatore compatibile.

Il metodo era già stato applicato per contrastare immunodeficienze e malattie genetiche (come talassemia), ma gli sforzi dei ricercatori italiani hanno allargato il range delle patologie trattabili alle leucemie e ai tumori del sangue. Si è molto investito e speso nelle donazioni da genitore, la cui probabilità di successo è ancora però significativamente inferiore a quella da fratello o sorella. "È un'occasione di guarigione definitiva per centinaia di bimbi in Italia e nel mondo", affermano dal Bambino Gesù grazie al quale adesso i più piccoli avranno maggiori probabilità di guarire. I risultati "eccezionali" dello studio (co-finanziato dall'Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro AIRC), sono stati pubblicati sulla rivista scientifica internazionale Blood e rilanciati dalla Società americana di Ematologia. La tecnica innovativa messa a punto dall'ospedale, consiste nella messa a punto di sistema per separare prima del trapianto i linfociti considerati cattivi, responsabili dello sviluppo di complicanze legate all'aggressione da parte di cellule del donatore sui tessuti del ricevente (malattia del trapianto contro l'ospite), da quelli buoni che invece proteggono l'organismo dalle infezioni. Si tratta di una nuova tecnica che rappresenta l'ultima frontiera in fatto di trapianto di cellule staminali su pazienti pediatrici. Su 80 pazienti con leucemie acute resistenti ai trattamenti o con ricadute dopo i normali trattamenti, il rischio di mortalità è straordinariamente basso (5%), quello di ricaduta è del 24%, mentre il tasso di guarigione definitiva è del 71%: un valore simile, se non lievemente migliore, nello stesso periodo in bambini leucemici trapiantati da un donatore, familiare o non consanguineo, totalmente compatibile.