Al Sud Italia cresce il pil, ma resta l'emergenza sociale

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Lo sottolinea lo Svimez nelle anticipazioni al rapporto annuale, presentate oggi. Continua l'andamento positivo della Basilicata, anche se lo scorso anno si è registrata una frenata rispetto al 2015, con un tasso di crescita che è passato dal + 5,4% al + 2,1%.

"La Banca d'Italia ci dice che l'Italia recupererà i livelli pre crisi nel 2019: ammettendo che il Mezzogiorno prosegua coi ritmi di crescita attuali, secondo le nostre previsioni recupererà i suoi livelli pre crisi soltanto nel 2028, dieci anni dopo". Si configurerebbe, spiega, un ventennio di "crescita zero", che farebbe seguito "alla stagnazione dei primi anni duemila, con conseguenze nefaste sul piano economico, sociale e demografico". L'indicatore più preoccupante è rappresentato dal numero di persone che vivono in condizione di povertà assoluta: nel 2016 circa il 10% della popolazione meridionale vive sotto questa soglia, a fronte del 6% delle regioni settentrionali. Una ripartenza che non cura l'emergenza sociale, dove, ancora una volta, chi resta al palo, sono i giovani. L'incremento di occupati part time e anziani di fatto incide su struttura e qualità dell'occupazione: si lavora ma con orari ridotti e retribuzioni basse, dinamiche che finiscono per deprimere i redditi. Il biennio di ripresa occupazionale non ha sostanzialmente inciso su questo quadro: "nella media del 2016 a livello nazionale si registrano ancora oltre 1 milione e 900 mila giovani occupati in meno rispetto al 2008". Ma nel 2017 le cose dovrebbero invertirsi: il Pil dovrebbe aumentare dell'1,1 per cento al Sud e dell'1,4 per cento nel Centro-Nord, facendo quindi tornare indietro il Mezzogiorno rispetto alle altre zone d'Italia. Per quel che riguarda i settori, nel 2016, aumenta l'occupazione nell'industria (+2,4%), mentre diminuisce nelle costruzioni (-3,9%). "Un risultato dunque per nulla scontato, che appare confermato dalle nostre previsioni per il biennio successivo (seppur con un lieve vantaggio a favore del Centro-Nord)". Ma è il dato dell'emigrazione a fotografare in maniera più efficace lo stato di profondo disagio vissuto dal Meridione: in quindici anni sono andati via oltre 1,7 milioni di persone e solo un milione è poi rientrato.