RIFORMA PENSIONI/ Inps, crescono le pensioni anticipate (ultime notizie)

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Rilanciare la flessibilità in uscita tramite un disegno di legge popolare incentrato su tre punti fondamentali: la quota 100 prevista nel disegno di legge Damiano nel 2015 con un minimo di 62 anni e 35 anni di contributi, quarant'anni di lavoro come limite massimo, e un limite di età anagrafica di 67 anni per tutti e 62 per i lavori usuranti. Inoltre l'Istituto ricorda che "per il 2017 sia i requisiti di età per la vecchiaia, sia quelli di anzianità per la pensione anticipata, sono rimasti immutati rispetto al 2016". Tutto ruota intorno al numero 100, premettendo che prima dei 62 anni e con meno di 35 anni di contributi non si può richiedere il prepensionamento. Il valore si ottiene sommando l'età anagrafica a quella contributiva. All'anticipo pensionistico volontario verrebbero così affiancati sia l'assegno minino di garanzia destinato ai giovani che altre misure di supporto più specificatamente riservate alle fasce deboli, come gli addetti a mansioni particolarmente gravose o che presentano problemi familiari, di salute o di reddito particolarmente gravi.

Pensioni, le ultime news di Carmelo Barbagallo.

. Qualche giorno fa il leader della Uil ha partecipato a due assemblee, prima, con i lavoratori dello stabilimento della Fiat di Foggia e, poi, con i lavoratori dello stabilimento Leonardo. Ho potuto percepire di persona un diffuso malcontento tra i lavoratori e non possiamo non tenere conto delle loro rivendicazioni: "se non riusciremo a ottenere i risultati auspicati, non è da escludere un percorso di mobilitazione nazionale".

Questione questa condivisa da tutti i proponenti, in particolare Giuseppe Carbone (segretario generale Fials) sottolinea che anche gli operatori sanitari devono essere ricompresi nella categoria dei lavori usuranti.

E' stato emesso parere positivo, seppure con osservazioni, dal Consiglio di Stato sullo schema di decreto attuativo dell'APE volontaria, il prestito pensionistico che può essere riconosciuto fino al 31 dicembre 2018 ai lavoratori dipendenti, pubblici e privati, ai lavoratori autonomi e a quelli iscritti alla gestione separata. Benissimo. Quello che non troverei giusto nel modo più assoluto, e qui ovviamente mi rivolgo a politici e sindacati, sarebbe se venisse bloccato l'innalzamento del periodo lavorativo previsto nel 2019, ancora una volta soltanto per gli stessi lavoratori sopra citati.

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