Libia: Gentiloni, valutiamo uso navi contro trafficanti

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Un accordo, raggiunto sotto l'egida del presidente francese Emmanuel Macron, che potrebbe finalmente stabilizzare la Libia, divisa dai tempi della cattura di Muammar Gheddafi.

Macron ha agito troppo presto e in un contesto interno delicato anche per le dimissioni del capo dell'Esercito, quel Pierre de Villiers che ha forti appoggi nel coté gaullista che fa da fronda allo stesso progetto macroniano. "Se si fanno passi avanti in Libia il primo tra i paesi europei a esserne felice è l'Italia", ha commentato il premier, augurandosi che il vertice "produca risultati importanti nelle prossime settimane e nei prossimi mesi". Se i trafficanti di essere umani sparassero contro il nostro personale questo dovrebbe reagire sparando a sua volta? Che ha aggiunto: "Ora speriamo di coinvolgere anche l'Onu e le Organizzazioni regionali". La Libia ha infatti chiesto nei giorni scorsi all'Italia aiuto "tecnico" contro i trafficanti di esseri umani, con l'invio di navi nelle acque interne del paese nordafricano. L'istanza di Tripoli non era ancora arrivata, ma il governo italiano aveva comunque sollecitato l'apertura di uffici dell'Unhcr per agevolare la possibilità che i richiedenti asilo presentino richiesta in territorio libico e possano essere trasferiti direttamente negli Stati indicati. Lo ha detto il premier libico Fayez al-Sarraj al termine dell'incontro con il premier Paolo Gentiloni a Palazzo Chigi. "Ringrazio l'Italia per gli sforzi fatti insieme alla nostra Guardia Costiera, vogliamo che la nostra Guardia costiera riesca a bloccare l'immigrazione e dobbiamo avere la tecnologia per il controllo delle coste".

"Italia e Libia proseguono la loro collaborazione su più fronti e a diversi livelli", ha assicurato il presidente Gentiloni, anticipando l'ipotesi di un possibile "sostegno tecnico attraverso unità navali italiane" nelle acque libiche per tentare di contrastare il traffico di migranti dal Nordafrica all'Europa. "La richiesta delle autorità libiche è all'esame del Ministero della Difesa, naturalmente le decisioni che prenderemo verranno valutate d'intesa con il Parlamento". E aggiungono: "Chiediamo dunque che Gentiloni venga a riferire quanto prima degli sviluppi degli ultimi giorni nella crisi libica e soprattutto venga a proporre la risposta operativa che il suo esecutivo intende fornire alla richiesta libica".