Libia, bozza accordo Serraj-Haftar: Cessate il fuoco ed elezioni

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Tramite questo cammino la pace e la riconciliazione nazionale potranno essere raggiunti. "La sfida è costruire uno Stato capace di rispondere ai bisogni fondamentali dei libici, dotato di un esercito regolare unificato sotto l'autorità del potere civile".

E conclude: "Sino a quando non maturerà la piena consapevolezza, anche e soprattutto fra i paesi membri dell'Ue, che è l'Italia questa volta a recitare un ruolo primario, allora non sarà possibile compiere quei passi necessari all'armonizzazione del contesto libico in cui, è bene ricordarlo, le premesse per il nostro paese ci sono tutte". Non esistono divergenze tra la posizione italiana e la posizione francese. Dopo mesi di iniziative, il nostro governo, con Minniti e Alfano, che erano andati in Libia, avevano ricevuto i libici a Roma, senza cavarne un ragno dal buco, oggi è letteralmente scavalcato da Macron. La dichiarazione firmata oggi "traccia il cammino verso la riconciliazione nazionale in sostegno agli sforzi dell'inviato Onu Ghassan Salamè" ha detto ancora Macron. In quanto si inserisce in quel filone decisionale che, fino ad oggi, e procedendo in ordine sparso, non ha permesso di individuare una soluzione unitaria e potabile al caso. L'incontro resta abbastanza misterioso, ma ci sono dettagli interessanti. Lo sottoscrivono i due grandi rivali: l'uomo forte del governo di Tripoli (che ha il riconoscimento internazionale) e il generale che spadroneggia sull'est della Libia, comanda l'esercito nazionale libico, ed è appoggiato da Emirati Arabi, Egitto (e anche la Francia).

Attualmente, il generale Haftar è riuscito ad allontanare tutti i gruppi jihadisti dalla città di Bengasi e ha iniziato a lanciare l'attacco contro la città di Derna, in mano a gruppi islamisti.

Sul sito www.reuters.com altre notizie Reuters in italiano. La Francia "lavora" e vuole continuare a "lavorare strettamente con l'Italia sull'insieme delle iniziative" riguardanti la Libia. "Noi abbiamo l'ambasciata aperta, noi abbiamo un rapporto con Haftar che dura da più tempo, noi negoziamo anche con gli attori locali", ha puntualizzato l'esperto.