Ironia social sul "Dipartimento mamme" del Pd

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"Questa mattina nel corso della trasmissione radiofonica mattutina di Radio Cusano Campus, in maniera del tutto erronea, ho usato il termine razza nell'ambito di una discussione sulla natalità - spiega Prestipino - Mi scuso chiaramente per l'uso di questo termine che, peraltro, nulla aveva a che fare con la discussione in corso in quel momento".

Sì al "dipartimento mamme", no al "dipartimento Europa". Prestipino, membro della Direzione nazionale del partito e lei stessa designata a capo di uno dei 40 nuovi dipartimenti (quello sugli animali) intendeva spiegare perchè il Segretario Matteo Renzi aveva deciso di dedicare un'area tematica specificamente alle mamme: "In campagna elettorale ha detto che si sarebbe occupato anche di loro, è stato coerente". Le scelte del Pd di Matteo Renzi fanno discutere e generano più di una polemica esterna e interna al partito di centrosinistra. Perché non Dipartimento genitori o Dipartimento famiglia? Di fatto, all'attuale segretario c'è chi rinfaccia di essere riuscito in questi anni a mantenere un'unità interna al partito solo di facciata, rimproverando una strategia eccessivamente decisionista e per certi versi a basso profilo mediatico su questioni spinose, che si è manifestata ad esempio con la convocazione di pochi momenti di confronto da parte degli organi provinciali.

Leonardi (Palazzo Chigi): "In stabilità solo rafforzamento bonus" Per promuovere l'alleanza con i vari mondi interessati, dalle imprese ai sindacati, all'appuntamento si è scelto di cominciare dall'informazione. Il riconoscimento della parità dei ruoli genitoriali è quello che serve, e quindi perché non pensare a un dicastero delle famiglie? "La sfida è renderla compatibile", ha sostenuto Maurizio Del Conte, presidente dell'Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro.

Nel mentre, si procede a colpi di bonus. Di Salvo e gli altri esponenti dem presenti (da Valentina Paris ad Alessia Rotta) hanno ricordato le misure adottate dal governo Renzi, dall'abolizione delle dimissioni in bianco alla maternità riconosciuta anche alle lavoratrici autonome, dal welfare aziendale all'allungamento del congedo di paternità obbligatorio (simbolico e pochissimo fruito), fino al lungo elenco di incentivi: bonus mamme, bebè, asilo nido, baby sitter. Cercheremo di rafforzare quanto è stato fatto, misure universali e non.

Sabbadini (Istat): "Lavoro di cura da redistribuire" Sono state però in molte a sottolineare che gli interventi occasionali sono gocce in un oceano. "Questo enorme carico di lavoro è fortemente mal distribuito e non considerato". Essere madri non è di sicuro un destino obbligato, ma non può essere neanche un desiderio negato. Benefica per tutti: come ha calcolato Bankitalia, arrivare al 60% di occupazione femminile (contro il 48,5% cui siamo inchiodati oggi, in coda alla classifica dei Paesi Ocse prima di Turchia, Messico e Grecia), significherebbe guadagnare il 7% di Pil. Se il Pd cambiasse nome al neonato Dipartimento, anche.