Colosseo,da 1/1 nuovo direttore a lavoro

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Accolti gli appelli del Ministro dei beni culturali Franceschini contro le due sentenze del Tar Lazio in favore di Roma Capitale, che avevano lo scopo di ostacolare l'istituzione del parco archeologico ed evitare la nomina di direttori non italiani. La ricostruzione, spiega ancora il ministro, riporterà "il Colosseo come è stato fino alla fine dell'Ottocento, ci sono foto splendide che lo testimoniano".

All'indomani della sentenza di primo grado - ha ricordato il Ministro - si sono letti giudizi molto pesanti e approssimativi che arrivavano a insinuare l'ignoranza di norme sulla dirigenza pubblica, senza tener conto delle sentenze del Corte di Giustizia Europea e dello stesso Consiglio di Stato, che ieri ha fatto molta chiarezza consentendoci di proseguire. La commissione, composta da autorevoli personalità, farà le proprie valutazioni e entro il 1° gennaio 2018 - ha dichiarato il Ministro - verrà scelto il nuovo direttore del parco archeologico del Colosseo. E "se il trend venisse confermato - ha sottolineato il ministro - l'anno si chiuderebbe con quasi 50 milioni di visitatori nei musei" perlopiù italiani.

"Ci vuole collaborazione - ha aggiunto Franceschini - perchè su tutto quello che è avvenuto a Roma nell'autonomia del Comune sui beni culturali in questo ultimo anno nessuno ci ha mai informato di nulla, e non per questo abbiamo impugnato niente".

Al contrario di quanto prevede la Riforma dei musei, "il Comune di Roma non ha mai designato il proprio rappresentante nei comitati scientifici dei musei e dei parchi archeologici già interessati come il Parco di Ostia Antica, il Museo Nazionale Romano e il Parco Archeologico dell'Appia Antica". "Questi posti sono stati lasciati liberi in attesa di una decisione". La Sesta sezione del Consiglio di Stato, con ulteriori due sentenze, ha ribaltato la situazione rendendola favorevole al Ministro, che potrà ora realizzare il progetto e dare il benvenuto nel Consiglio d'amministrazione del Parco al dirigente Unesco Irina Bokova. Si parla di circa 40 milioni di euro annui. Così come è sempre accaduto. "Cambia l'interlocutore perchè sarà non più il soprintendente, ma il direttore". Che è diverso dal dire che il 30% andrà al Campidoglio.