Caporalato, arresti e denunce dopo i controlli in otto regioni

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Durante i controlli in un'azienda di Ragusa, ad esempio, sono stati scoperti gravissime condizioni di degrado con i magazzini trasformati in abitazioni senza alcuna idoneità alloggiativa, così come certificato dall'ASP che ha partecipato alle verifiche assieme al personale del Corpo Forestale, dell'INPS, dell'Ispettorato territoriale del Lavoro, dell'ASP di Ragusa e dei comandi delle polizie locali. Nel corso dell'operazione è stata verificata l'osservanza delle norme contributivo-previdenziali e di sicurezza sui luoghi di lavoro, e l'attività di intermediazione tra la domanda e l'offerta, compiuta dai caporali.

Ha interessato anche il territorio Cesenate l'operazione nazionale della Polizia di Stato "Alto Impatto - Freedom" finalizzata a contrastare il fenomeno del caporalato. In manette sono finiti Giuseppe La Terra di 49 anni di Comiso titolare di un'azienda agricola in c.da Randello a Ragusa e i fratelli Emanuele e Massimo Giamblanco di 48 e 40 anni, titolari di un'azienda in c.da Marza ad Ispica. L'attività ha visto impegnate nel Paese le Squadre Mobili di Forlì-Cesena, Agrigento, Latina, Lecce, Matera, Ragusa, Salerno, Siracusa, Taranto, Verona e Vibo Valentia, coordinate dal Servizio Centrale Operativo della Direzione Centrale Anticrimine. Sempre nel ragusano altre 9 persone sono state denunciate. La Polizia Stradale ha scoperto, occultati sotto un telone, 13 lavoratori all'interno del vano di carico di un autoarticolato.

I risultati più eclatanti sono stati quelli della provincia di Ragusa con l'arresto di tre persone, la denuncia di altre nove.

Considerata anche la prima fase, in totale sono state controllate 867 persone e 76 aziende (4 attività sono state sospese); sono state arrestate inoltre 10 persone e ne sono state deferite 24. Il titolare, a cui è stata comminata una sanzione amministrativa di 25 mila euro per impiego irregolare di lavoratori, è stato altresì deferito all'A.G. per aver occupato alle proprie dipendenze due lavoratori stranieri privi del permesso di soggiorno. In alternativa, è possibile registrarsi su Disqus utilizzando un indirizzo di posta elettronica valido (solo per primo accesso è necessaria la verifica, basterà cliccare sul link che riceverete nella casella di posta indicata).