Venezuela: morti due giovani manifestanti

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"Le 700 aziende più importanti del Paese stanno lavorando in tutta normalità", ha proclamato il presidente venezuelano durante un incontro con i giovani trasmesso a reti unificate, aggiungendo che "la classe operaia dimostra ancora una volta che il popolo vuole la pace e respinge in modo chiaro la destra fascista". Poco tempo fa la polizia aveva distrutto il suo violino e anche in quell'occasione erano state diffuse diverse immagini del volto di Willy rigato dalle lacrime per il gesto violento.

Continuano gli scontri in piazza in Venezuela dove, ormai da oltre tre mesi, vanno avanti le proteste contro il governo targato Maduro. Nelle strade delle città la gente è scesa in strada e ha fatto barricate con rifiuti e rami. I portavoce di Chevron, Valero ed altre aziende di settore non hanno rilasciato commenti in merito, solo Phillips66 si è espressa e, nelle dichiarazioni giunte a mercato, i vertici della società hanno chiaramente detto che un "ban" da parte degli USA non impedirebbe al Venezuela di piazzare altrove il suo greggio. Le autorità hanno dato notizia di solo due persone morte: due manifestanti che avevano 24 e 23 anni e che stavano partecipando alle proteste a Los Tuques, nella periferia di Caracas, e a Valencia. Hanno invece funzionato i ministeri (i cui dipendenti sono evidentemente a rischio di licenziamento) e le banche, con lunghe file di anziani costretti a muoversi a piedi per poter raggiungere gli sportelli e riscuotere le pensioni. Più di 360 persone sono state arrestate in tutto il paese, ha fatto sapere un gruppo locale di difesa dei diritti.

Un diplomatico venezuelano in carica alle Nazioni Unite Isaias Medina, ha rotto con Maduro e si è dimesso dall'incarico a New York, "Per la violenza usata, la morte di studenti, la risposta aggressiva a manifestazioni pacifiche".

Lo sciopero è arrivato pochi giorni dopo il referendum simbolico contro il piano del presidente Nicolás Maduro di istituire una nuova assemblea con il compito di riscrivere la Costituzione. Le rivelazioni di Clarin si combinano con quelle del Financial Times, secondo il quale ieri Santos, in visita ufficiale a Cuba, ha discusso con Raul Castro possibili scenari per risolvere la crisi a Caracas, acuita dall'avvicinarsi della data delle elezioni per la Costituente convocata dal governo, il prossimo 30 luglio.